Spese sanitarie agevolabili per familiari non a carico

Posso essere agevolato sulle spese sanitarie per familiari non a mio carico?In genere le spese sanitarie sono detraibili se sostenute dal contribuente per sé stesso e per i propri familiari a carico. Ci sono, però, alcune spese che sono agevolabili (detraibili o deducibili) anche se sostenute nell’interesse dei familiari non a carico (coniuge; generi e nuore; figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi; suoceri e suocere; discendenti dei figli fratelli e sorelle, anche unilaterali; genitori, compresi i genitori naturali e quelli adottivi; nonni e nonne, compresi quelli naturali).  Si tratta:

 delle spese sanitarie sostenute per familiari affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, per la parte che non trova capienza nell’imposta dovuta dal familiare;
delle spese mediche generiche (prestazioni rese da un medico generico, acquisto di medicinali) e di quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute per i familiari disabili, indipendentemente dalla circostanza che questi ultimi fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento. 

Nel primo caso si tratta di soggetti affetti da malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie correlate e che sono individuate dal decreto 28 maggio 1999, n.329, e successive modifiche ed integrazioni e dal regolamento delle malattie rare (DM 18 maggio 2001, n.279). Per poter usufruire della detrazione relativa alle spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico è necessario che il contribuente documenti che la patologia, di cui è affetto il familiare, rientri tra quelle che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria mediante certificazione rilasciata dall’azienda sanitaria locale. Il diritto all’esenzione è, infatti, riconosciuto dalla ASL di residenza dell’assistito sulla base della certificazione della malattia. Le patologie sono individuate da un particolare codice che è numerico nel caso di malattie croniche e invalidanti e alfanumerico nel caso di malattie rare. L’esenzione per una malattia cronica o rara dà diritto a ricevere gratuitamente le prestazioni specialistiche individuate dal regolamento ministeriale, necessarie al trattamento della malattia, al controllo della sua evoluzione ed alla prevenzione degli aggravamenti, ma non comporta benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica.
In base alle norme dello Stato, infatti, i medicinali sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti), in fascia A con Nota AIFA (gratuiti solo per le persone che si trovano nelle particolari condizioni indicate nella Nota) o in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica).
Alcune Regioni italiane hanno introdotto un ticket sui farmaci di fascia A (in genere una quota fissa per confezione o per ricetta) ed hanno autonomamente individuato le categorie di soggetti esenti da tale ticket, tra i quali, talvolta, gli esenti per malattia cronica.
In caso di acquisto di medicinali necessari al trattamento della malattia cronica o rara, la detrazione della spesa è possibile soltanto se indicati nell’elenco delle prestazioni esenti ovvero se prescritti dallo specialista in quella particolare patologia. La detrazione, in questo caso, è ammessa solamente per la parte di spese che non ha trovato capienza nell’IRPEF dovuta dal familiare affetto dalla patologia nel limite massimo di euro 6.197,48 annui. Il soggetto interessato dalla patologia deve pertanto presentare la dichiarazione indicando l’intero importo della spesa relativa a tali patologie ed operare la detrazione del 19% fino a concorrenza dell’imposta da lui dovuta. L’ammontare delle spese che non ha trovato capienza nell’imposta deve essere desunto nelle annotazioni del mod. 730-3 o nel quadro RN del Modello Unico di quest’ultimo. Se il contribuente affetto dalla patologia esente non possiede redditi o possiede redditi tali da comportare un’imposta interamente assorbita dalle detrazioni soggettive (e quindi non deve presentare la dichiarazione) è possibile, invece, indicare l’intero importo delle spese.
Nel secondo caso di agevolazione per spese sanitarie si tratta, invece, di disabili che, avendo una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e determina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione, hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica (istituita ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104 del 1992), o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc. I grandi invalidi di guerra (art. 14 del T.U. n. 915 del 1978) e le persone a essi equiparate sono considerati disabili e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104 del 1992. In questo caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai Ministeri competenti quando sono stati concessi i benefici pensionistici. I disabili possono attestare le loro condizioni personali anche con un’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di atto notorio la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore). Le spese relative all’acquisto di medicinali, pur rientrando nella nozione di spesa medica, costituiscono onere deducibile quando sono sostenute da o per un soggetto portatore di handicap, riconosciuto tale ai sensi della legge 104 del 1992 in considerazione delle peculiarità personali di tale soggetto. Le spese sanitarie per l’acquisto di medicinali sono deducibili, a prescindere dalla tipologia dei farmaci acquistati, purché certificati da fattura o scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”), in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario.
Non rientrano tra le spese mediche per le quali è possibile usufruire della deduzione, le spese chirurgiche per prestazioni specialistiche, per protesi dentarie e sanitarie, nonché per i mezzi di accompagnamento, locomozione, deambulazione, sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici volti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione. Le spese di assistenza specifica, per le quali è riconosciuta la deduzione, sono quelle sostenute per:

assistenza infermieristica e riabilitativa (per es. fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);
prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale. Anche in caso di ricovero di un disabile in un istituto di assistenza e ricovero, è possibile dedurre la parte della retta che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. Per poter usufruire della deduzione, è necessario che queste spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.

Spese sanitarie agevolabili per familiari non a carico
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Fonte UNHCR
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