“Sporchi negri, tornate a casa vostra”

In sei picchiano due fratelli congolesi
La Nuova Sardegna di oggi 13 aprile ’10 ci ripropone un copione che oggi si ripete molte volte nelle strade delle nostre città. Stavolta è capitato a un giovane cuoco di 28 anni e a uno studente universitario di 22, figli di un pilota d’aereo congolese e di una donna di Alghero. Con poca fantasia e tanta cattiveria gli hanno gridato come al solito: “sporchi negri”. Gli autori del nobile gesto sono sei ragazzi italiani che – non paghi della versione verbale dell’offesa – l’hanno accompagnata con gesti ancor più espliciti: sono scesi dai loro motori e hanno prima lanciato sassi e pietre contro i due, poi sono passati alle mani colpendoli con calci e pugni .

E’ successo ad Alghero nella centralissima via Carducci, a due passi da piazza Sulis. Alla fine per fortuna qualcuno ha dato l’allarme e i sei si sono allontanati lasciando i due giovani doloranti a terra. Accompagnati nel pronto soccorso dell’ospedale civile, a entrambi sono stati assegnati dieci giorni di cure per contusioni, sospette fratture, abrasioni al volto e lividi ovunque.L’occhio del Grande Fratello che scruta le mosse di tutti noi stavolta sarebbe servito per un’opera di bene: le telecamere di una postazione di una vicina tabaccheria avrebbero ripreso quello che sembra proprio essere stato un agguato in piena regola.
Le autorità – qui come altrove – manifestano sdegno per l’accaduto. E chi non ne prova almeno un po’. Ma quello che lascia perplessi è che – qui come altrove – si affrettano ad aggiunger che il “razzismo” non c’entra nulla, che la popolazione non è affatto xenofoba, che si tratta di episodi isolati, e qualcuno aggiunge pure la parola magica: è “bullismo”.
Insomma a forza di gonfiare la “paura” del diverso e a minimizzare la violenza crescente contro gli stranieri, il clima nelle nostre città s’è fatto pesante. La crisi economica c’ha poi messo il suo carico da novanta facendoci dissotterrare l’ascia di guerra del “tutti contro tutti” e del “si salvi chi può”.
Ma non bisogna perdere lucidità di giudizio e determinazione nelle decisioni. L’unica strada da battere è quella di un certosino lavoro culturale che – anche nel piccolo – ridia cittadinanza ai valori di sempre: solidarietà, apertura, fiducia
Jacques Attali nel suo ultimo libro “SOPRAVVIVERE ALLE CRISI” popone alcune regole. Nella terza – l’empatia – con realismo e qualche misurato altruismo afferma : <>.
 
Paolo Ferrari

“Sporchi negri, tornate a casa vostra”
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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