Strage migranti canale di Sicilia: il cordoglio delle Acli

La conta dei migranti morti nel Mediterraneo è tristemente ripresa, avvalorando la tesi che la fine della missione Mare Nostrum avrebbe abbandonato in mare migliaia di donne, di uomini e di bambini.

Questa emergenza umanitaria costituita da schiere di persone e famiglie in fuga dalla guerra e dalla miseria, deve vedere, come ha chiesto il presidente della Repubblica Mattarella, nel suo primo discorso al Parlamento, ‘l’Unione Europea più attenta, impegnata e solidale’.

Ma le nuove regole europee che assegnano a Frontex e Triton il ruolo di pattugliamento delle coste, hanno raccolto il loro primo risultato: 29 vite umane, questa volta morte non per annegamento, ma per ipotermia.

A nulla sono servite le denunce delle Acli e delle Associazioni umanitarie che avevano ampiamente segnalato l’insufficienza della nuova missione europea limitata per mezzi e per raggio di intervento. Già dimenticate persino le parole di Papa Francesco che gridò vergogna di fronte all’ennesima strage di migranti sulle spiagge di Lampedusa .

«Purtroppo – dichiara Antonio Russo, responsabile nazionale delle Acli all’Immigrazione– occorre registrare che nell’Europa che protegge i confini, si muore di freddo e per mancanza di soccorso. Il governo italiano dia un esempio di civiltà e di solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni, ripristinando al più presto la missione Mare Nostrum e riprendendo a salvare vite umane».

Strage migranti canale di Sicilia: il cordoglio delle Acli
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR