Tasi: Paga anche l’occupante

Ho dato in locazione dal 1° gennaio 2015 la mia seconda casa. So che con la Tasi anche gli inquilini sono obbligati a versare una quota. Potreste spiegarmi come funziona?

In caso di immobile affittato o concesso in comodato d’uso gratuito, quando la permanenza dell’inquilino o comodatario si protrae per un periodo superiore ai sei mesi, la Tasi è dovuta dall’occupante per una quota minoritaria che può andare dal 10 al 30% dell’imposta complessivamente dovuta dal titolare.

La quota dovuta dal possessore deve essere stabilita dal Comune. In assenza invece di indicazioni locali, si assume per legge la quota minima del 10%. Va inoltre chiarito che l’Imu è esclusivamente di competenza del titolare.

C’è poi da ricordare il principio del cosiddetto “vincolo di solidarietà”. Sebbene siano chiamati al versamento possessori e inquilini, i primi non hanno nessuna responsabilità sulla quota dovuta dai secondi; viceversa, nel caso vi fosse una pluralità di occupanti, ciascuno di essi, teoricamente, sarebbe tenuto al versamento per l’intero, a meno che ogni occupante non contribuisca a pagare una piccola parte.

In altri termini, se un appartamento è affittato a una coppia di coniugi, la quota-occupante potrebbe anche essere pagata soltanto dal marito o dalla moglie, oppure spartita fra i due. Ad ogni modo, onde evitare versamenti in eccesso, bisogna tener presente che la quota-occupante resta sempre fissa (cioè dal 10 al 30% dell’imposta complessiva), non varia in funzione del numero di inquilini/comodatari.

Per informazioni: www.caf.acli.it

Tasi: Paga anche l’occupante
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Fonte UNHCR
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