Tbc e tutele dei lavoratori pubblici dipendenti

Sono un’infermiera affetta da Tbc dipendente da causa di servizio. Come sono calcolate le assenze dal servizio ai fini della conservazione del posto di lavoro e qual è il trattamento retributivo previsto?
 
L’art.24, comma 1, del Ccnl Comparto Sanità firmato il 1° settembre 1995, riconosce al dipendente affetto da malattia professionale il diritto alla conservazione del posto fino ad un massimo di 36 mesi con corresponsione della retribuzione (100%) comprensiva della parte di salario accessorio, per l’intero periodo e con riconoscimento della relativa anzianità di servizio.
Decorso tale termine, non sussiste per l’Azienda sanitaria alcun obbligo di licenziamento del dipendente, anche ove quest’ultimo non sia ancora in grado di riprendere il servizio. Al contrario, è previsto che l’Amministrazione possa concedere un ulteriore periodo di assenza dal lavoro per il quale, però, non compete al dipendente alcuna retribuzione (art. 24, comma 2).
Per i lavoratori affetti da tubercolosi, l’art. 9 della legge 1088/1970 – come modificata dalla legge 6.8.1975, n. 419 – prevede una disciplina di maggior favore stabilendo che il relativo periodo di assenza dal lavoro sia del tutto escluso dal computo del periodo di comporto. Il dipendente affetto da Tbc ha diritto alla conservazione del posto fino ai sei mesi dopo la dimissione dal luogo di cura per guarigione o stabilizzazione dei postumi, a prescindere dai termini di conservazione del posto previsti dai Ccnl di appartenenza.
Quanto al trattamento economico, poiché nel caso in esame, l’infezione da Tbc è stata riconosciuta dipendente da causa di servizio, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, art. 24, del citato Ccnl-Comparto Sanità.
 
per informazioni: www.patronato.acli.it

Tbc e tutele dei lavoratori pubblici dipendenti
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Fonte UNHCR
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