“Tree is life” in Kenya vince il Green Innovation Award

Il progetto di riforestazione “Tree is Life”, sostenuto sin dalla sua fondazione dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’Ipsia Acli, ha vinto il 9 settembre 2014 il Green Innovation Award (premio per l’innovazione verde).

È stata la “first lady” del Kenya sua eccellenza Margaret Kenyatta a consegnare l’assegno nelle mani del direttore di Tree is Life Thomas Gichuru, abituato a stare più ai margini della foresta a piantar alberi che sotto i riflettori di una serata di gran gala che ha avuto luogo nella capitale Nairobi.

Thomas guida un gruppo di forestali kenyoti molto competente che ha già vinto, nel 2005, il “Total eco challenge” come miglior progetto di riforestazione dell’Africa dell’Est; primo tra migliaia di partecipanti.

Ma questo nuovo premio, il Green Innovation Award, si differenzia dal Total in quanto è dato da una comunità di donatori istituzionali tra i quali l’Unione africana, l’ambasciata svedese, il governo del Kenya, il Wwf, l’Università di Nairobi e molti altri.

Il progetto Tree is Life ha avuto come testimonial la biologa Wangari Maathai prim’ancora diventasse commissaria dell’Unione africana e premio Nobel per la pace. Una persona d’eccezione e ottima insegnante.

Soddisfazione per il premio viene anche dal presidente di Ipsia Mauro Montalbetti oltre che di Ipsia del Trentino Fabio Pipinato. Quest’ultimo è tra i fondatori del progetto Tree is Life avendo vissuto in Kenya per quasi 3 anni. E precisamente a Nyahururu, a 200 km. a nord di Nairobi.

Tree is Life cura più di 80 vivai di piccoli alberelli. Essi vengono rinverditi da altrettante comunità e, una volta piantati, possano contribuire a costituire la cintura verde (Green belt) utile a fermare il deserto che avanza da nord.

Il motivo del premio è un’innovazione semplice come l’uovo di colombo. In molte famiglie di queste comunità di contadini sono stati allestiti dei forni in terra cotta con all’interno delle pietre refrattarie per il risparmio energetico. Non basta infatti piantare alberi ma è altrettanto importante ridurne il consumo con stufe efficienti che permettono di utilizzare solo un terzo della legna delle normali cucine.

I forni hanno sotto una cavità, tipica delle nostre stufe a olle costruite in montagna, a livello pavimento ove vengono deposte le uova dei pulcini al posto della legna da seccare o delle scarpe da asciugare. Qui le uova si schiudono e i piccoli pulcini possono trovare del mangime in un ambiente estremamente pulito, caldo e secco. Senza l’aiuto di un lampada accecante come nelle nostre incubatrici industriali.

La cavità ove si schiudono le uova comunica con un piccolo recinto protetto (1,5 mt x 1 mt di base) a temperatura ambiente. Qui i pulcini possono crescere indisturbati e al sicuro. Escono dalla cavità per passare al primo recinto a partire dalla seconda settimana di vita e con il passare dei giorni si allontanano sempre più dalla stufa prendendo confidenza con il nuovo ambiente protetto.

Questo recinto interno alla casa e adiacente la cucina è possibile solo in Africa e non certo in Europa ove le diverse legislazioni ne vieterebbero l’allevamento. Il primo recinto è collegato, tramite una fessura sulla parete in legno, a un secondo recinto protetto esterno alla casa ove i pulcini, già più grandi, possono tentare lo sbalzo di temperatura e di umidità. Questo secondo recinto ha una rete di ferro anche a pavimento onde evitare incursioni di animali predatori.

Il raccordo tra queste tre semplici unità: sottoforno, recinto interno e recinto esterno costituiscono l’innovazione che ha permesso allo staff di Tree is Life di vincere il Green Innovation Award. Trattasi di una modalità molto semplice di allevare i pulcini ma, nel contempo, molto efficace. Si viene infatti a risparmiare un terzo di legna dentro la stufa con il vantaggio di avere, nel contempo, un terzo di pollame/carne bianca in più da mettere un domani sopra la stufa.

Sono soprattutto le donne africane, costrette quotidianamente a fare diversi chilometri a piedi per procurare legna per preparare il pranzo ad aver apprezzato questo progetto sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento che, peraltro, sappiamo essere esperta sia in stufe che legname.

Il giorno seguente la consegna del premio lo staff di Tree is Life ha ricevuto una comunicazione direttamente dalla sede delle Nazioni unite ed in specifico dall’Agenzia per le donne: Unwomens. Il progetto è stato selezionato proprio per l’empowerment delle donne e verrà esposto in un Expo internazionale che ha avuto luogo dal 12 al 18 ottobre 2014 presso le Nazioni unite di Nairobi.

“Tree is life” in Kenya vince il Green Innovation Award
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Fonte UNHCR
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