TTF europea: siamo al punto di svolta

Da qualche tempo si sente sempre meno parlare di riforma della finanza. Oltre che grave dal punto di vista economico e sociale (la speculazione finanziaria è la grande responsabile della crisi e finora ha ben poco risposto delle sue “colpe”), ciò contrasta con le dichiarazioni che i leader mondiali hanno fatto in questi anni sulla scorta della pressione popolare.

La campagna 005, cui le Acli aderiscono, non ha, però, intenzione di far spegnere i riflettori su questo tema e sulla necessità di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie a livello europeo.
Infatti, negli ultimi mesi ha continuato ad agire su tutti i fronti aperti: ha proseguito l’interlocuzione politica, ha ribadito con chiarezza i propri posizionamenti (ad esempio, sull’allocazione del gettito proveniente dalla TTF), ha seguito e seguirà da vicino gli Ecofin dello scorso 7 novembre (in cui è stato lanciato anche un comunicato stampa per denunciare la preoccupante situazione di stallo) e del prossimo 9 dicembre (l’ultimo sotto il semestre di presidenza italiana della Ue). Sempre con l’obiettivo di raggiungere il varo di una tassa europea sulle speculazioni finanziarie di alto profilo: applicata ad un tasso adeguato, che contempli il principio di emissione e di residenza, che comprenda un’ampia base imponibile con inclusione dei derivati.

In occasione dell’Ecofin di novembre non si sono registrati decisivi progressi. Tanto che al momento non c’è certezza di raggiungere un accordo sulla prima fase di implementazione della TTF negli 11 Pesi della cooperazione rafforzata, come era stato annunciato a maggio.

Alcuni Paesi europei facenti parte della cooperazione rafforzata sulla TTF appaiono titubanti e tra loro c’è chi avanza una proposta di compromesso estremamente al ribasso, in cui si tace anche sui successivi step nell’implementazione graduale della TTF a 11.

Il nostro attuale governo ha di recente concentrato la propria attenzione sull’evasione/elusione fiscale (peraltro, uno degli assi della campagna 005), che fa sentire sensibilmente il suo peso sul Pil, ma sembra “distratto” sull’urgenza di condurre in porto il negoziato europeo sulla TTF. È quanto si evince anche dai termini vaghi utilizzati dal sottosegretario all’Economia Baretta nella replica alla recente interrogazione parlamentare avanzata in merito. Quale sia la scelta politica del governo Renzi, che pure ha assunto il coordinamento del tavolo negoziale in questi mesi di presidenza italiana, non è chiaro.

Ma non c’è più tempo per le timidezze e i rinvii. Serve, come afferma il citato comunicato stampa della Campagna, una «coraggiosa volontà politica» dei  governi di non cedere alla pressione dei poteri forti della finanza. Bisogna scongiurare il rischio che il progetto di TTF possa arenarsi o realizzarsi in modalità insufficienti per poter perseguire le sue finalità. Sul fronte della TTF si gioca una delle partite decisive che ci dirà se il bene comune e il desiderio di giustizia fiscale e sociale dei popoli europei prevarrà sullo strapotere delle lobby finanziarie.

Pertanto, volendo continuare a far sentire la nostra voce, in vista del prossimo Ecofin sono state progettate alcune azioni; una petizione rivolta al ministro Padoan e una giornata di mobilitazione che vedrà coinvolte le principali capitali europee (Roma compresa) il prossimo 8 dicembre, vigilia dell’Ecofin, di cui comunicheremo i dettagli.

Ad entrambe le iniziative vi invitiamo a partecipare, firmando la petizione e segnando in agenda l’appuntamento dell’8 dicembre, per essere protagonisti del cambiamento e – come Papa Francesco ha di recente affermato – per «mantenere viva la realtà delle democrazie» resistendo alle pressioni degli interessi che vorrebbero trasformarle in «sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti».

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Fonte UNHCR
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