Ugo Piazzi (1960-1961)

Ugo Piazzi nasce a Roma il 27 ottobre 1912 ed è scomparso a Roma il primo gennaio del 1995.

Fu presidente nazionale delle Acli dal 10 aprile 1960 al 10 dicembre 1961, dopo Penazzato. Ugo Piazzi prevalse su Pozzar per un solo voto (32 a 31) nel Congresso nazionale dell’aprile 1960.

In quel breve periodo Ugo Piazzi diede all’associazione una forte impronta sociale: i problemi delle periferie, l’orario di lavoro e la famiglia, gli enti locali, i bilanci e i consumi familiari, le cooperative di consumo. Questi alcuni dei temi legati al suo personale impulso.

In seguito sarà chiamato all’incarico di presidente re­gionale delle Acli del Lazio. Sarà proprio questa sua di­sponibilità a un servizio leale ed efficace che non cerca la luce dei riflettori, a fare di lui una risorsa importante nel momento delicato vissuto dalle Acli a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60. È sempre stato presente ai grandi appuntamenti dell’associazione.

Ecco come Domenico Rosati nel suo libro L’incudine e la croce. Mezzo secolo di Acli (Sonda, Torino 1994), descrive il periodo della “Presidenza Piazzi”:

«Nella tradizione orale aclista il breve periodo della Presidenza Piazzi è marcato con la qualifica “di transizione”. Ed in effetti tale risultò quando alla fine del Congresso del 1961 dovette lasciare il campo per sconfitta congressuale.

Tuttavia la gestione Piazzi svolse una funzione non trascurabile in un periodo difficile sul piano generale. Anche per lo stimolo della opposizione interna essa andò sviluppando una serie di iniziative, alcune delle quali di notevole rilievo e, inoltre, saggiò il terreno per alcune esperienze innovative che allora vennero rivisitate e in parte attuate (…)

L’iniziativa di maggiore impegno sostenuta dalla Presidenza Piazzi fu senza dubbio la celebrazione del 70° anniversario della Rerum novarum con un raduno romano di decine di migliaia di aclisti e di lavoratori cristiani, la cui Presidenza venne affidata a Penazzato. Vi fu un’udienza in piazza San Pietro e Papa Giovanni XXIII preannunciò l’uscita della enciclica Mater et magistra. Nell’occasione venne divulgato un manifesto su “Idee e programmi delle Acli”, riepilogo dell’intera ideologia aclista.

L’elemento caratteristico della Presidenza Piazzi è tuttavia rappresentato dalla promozione di molteplici iniziative ed interventi in direzione dei problemi concreti della gente, ciò che egli, anche per contrastare le critiche, definiva “un bagno di realtà” (…).

Il punto di carenza addebitato alla Presidenza Piazzi fu quello della iniziativa politica. Le Acli con Penazzato avevano abituato l’opinione pubblica ad interventi misurati ma puntuali sui problemi dell’indirizzo politico generale, tant’è che proprio tale pratica veniva ad essere, a seconda dei casi, motivo di consenso o di censura. Rispetto ad un parametro così esigente l’atteggiamento di Piazzi risultava, secondo i punti di vista, o troppo neutrale o indifferente o elusivo».

Ugo Piazzi (1960-1961)
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