Un Natale risparmioso

Piccole scelte domestiche di chi non vuole farsi travolgere dalla frenesia degli acquisti.Ve ne siete accorti tutti: siamo già in trincea da qualche giorno. Al supermercato, offerte (offerte?) su montagne di panettoni e pandori, e ghiottonerie di rito. Che poi li ritrovi a metà prezzo già il 7 gennaio o, nel peggiore dei casi, nel secchio della spazzatura. Tv, radio e web stracolmi di spot vari agghindati per l’occasione e col gingle natalizio. Le strade tappezzate di manifesti. La cassetta postale ingombra di volantini pieni di offerte commerciali con le palle… di Natale.

Siamo circondati. Un susseguirsi di avvertimenti, di intimazioni a regalare o ad acquistare qualcosa per te, possibilmente spendendo molto, nonostante la crisi: è Natale, e quindi (?) devi comprare qualcosa. Devi! Devo? «Mi è sempre piaciuto a Natale fare regali» dicono Chiara e Cristiano, che a questo non rinunciano. «Ma ci piace farli in casa, perché è l’occasione per pensare alla persona a cui si fa il regalo e mettere del nostro nel regalo». Chiara e Cristiano sono due giovani sposi con prole, non due anziani cultori dei bei tempi che furono. «Solitamente scegliamo ogni anno qualcosa di diverso: lenzuola ricamate a mano, quaderni fatti in casa, album fotografici, cornici, sacchetti di lavanda, tazze della colazione dipinte, vasi portafiori dipinti, sciarpe di lana, calendari con le foto fatte insieme, addobbi natalizi in stoffa, o di pasta di sale, candele, biscotti fatti in casa, marmellate, sottaceti, o sottolio, limoncello, cioccolatini…». E la tradizione? «Il presepe – dice Chiara – lo realizziamo con tessuti, sassolini, sabbia del mare, foglie di acero, legni, candele e ovviamente le statuine: tutte cose che raccogliamo e conserviamo ogni anno per l’anno successivo. Al posto dell’albero di Natale abbiamo tre rami secchi di nocciolo ritorto a cui appendiamo delle palle di Natale di quando ero bambina in mezzo un ramo di cotone, tutto in un vaso di vetro con dei sassi del mare della Liguria…». Un modo per fare anche memoria dell’anno trascorso, un tempo che si arricchisce di storie, incontri, esperienze. Anche Fabrizio e Patrizia, sono dei creativi per il Natale: «Se sei stato bravo e paziente a giugno hai raccolto i malli delle noci, e ora ci fa il nocino, che messo in piccole bottiglie che hai conservato durante l’anno, diventa un regalo originale. Altra idea-regalo, è quella di raccogliere erbe – per esempio rosmarino, salvia, lavanda – e metterle in sacchetti di stoffa o barattoli di vetro riciclati (magari dipinti) che sono utili e si usano volentieri piuttosto che comprare deodoranti inutili e costosi al supermercato». Certo, non tutti sono dei creativi. Allora basta un po’ di sana diligenza del buon padre di famiglia, per scegliere un Natale ‘senza sprechi’: «Noi – dice Marcello, sposato con Ilaria, due bimbe – siamo veramente molto poco creativi. La nostra politica sul Natale più che una riforma di grande respiro è una finanziaria di Tremonti: solo tagli. Niente regali fra adulti, rigido tetto di spesa concordato fra le parti ai regali per i bambini, pasti senza possibilità di avanzi, e comunque pranzo degli avanzi il giorno dopo i cenoni, niente shopping di sabato e domenica a dicembre». Idee carine e scelte di virtuosa austerity. Per un Natale ‘risparmioso’ e di sicuro più sereno.
 

Un Natale risparmioso
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR