Un salto nel voto. Ritratto politico dell’Italia di oggi

Il voto di febbraio 2013 ha segnato una svolta per la politica  italiana: nessuna forza o coalizione politica ha ottenuto la maggioranza al Parlamento, sono emerse invece “tre grandi minoranze”.
Tre sono gli aspetti principali che inducono a considerare queste elezioni uno spartiacque tra passato e futuro della Repubblica: il primo è l’instabilità, il secondo è l’affermazione di un soggetto politico nuovo, il M5S e il terzo è che mai, come in questa occasione, è emersa la distanza tra gli elettori e le istituzioni della democrazia rappresentativa.
Queste elezioni indicano un “salto” nel vuoto, o, come dice l’autore con un gioco di parole, un “salto nel voto”.
L’indebolirsi delle radici territoriali e sociali del voto rispecchia e propone la fine del “bipolarismo” maggioritario che ha accompagnato la seconda Repubblica e i due principali schieramenti, per motivi diversi, hanno perso consensi.
Le note vicende sull’elezione del capo dello Stato hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica e così questo presidenzialismo delle “larghe intese”, che prosegue l’esperienza del governo dei tecnici, diventa lo specchio di un Parlamento e di una società dove i margini di intesa sono troppo stretti per proporre assetti stabili e solidi.

 
Ilvo DiamantiUn salto nel voto. Ritratto politico dell’Italia di oggiLaterza, Roma-Bari, 2013

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