Un segno a lutto ricorda la strage di Lampedusa

Basta stragi. Corridoi umanitari e canali legali di accesso prima che la tragedia umanitaria si trasformi in ecatombe.

Da oggi le Acli espongono, sul sito internet, un segno di lutto. Un segno tangibile per ricordare le stragi nel Mediterraneo. Perchè non diventino una fredda routine. 

Un nastrino nero che rimarrà a tempo indeterminato, ad ammonire quanti assistono a questo nuovo genocidio trincerandosi dietro il calcolo macabro della ripartizione delle quote.

Sul sito www.acli.it, un contatore seguirà la cronologia di questa immane strage. Mostrerà il numero delle persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Perché la persona che muore non fa notizia solo se all’interno di una strage.

Quello delle Acli vuole essere un rispettoso omaggio ai bambini, alle donne e agli uomini vittime dell’indifferenza e della incapacità dei governi europei di saper riconoscere il volto dell’umanità che fugge dalla miseria e dalle guerre.

“Oggi – afferma Antonio Russo responsabile della Presidenza nazionale delle Acli per l’immigrazione – il Mediterraneo è più pattugliato che ai tempi della seconda grande guerra eppure la gente continua a morire. Per quanto tempo ancora – si chiede Russo –  dovremo chiedere l’apertura di corridoi umanitari e di canali legali per l’accesso dei migranti in Europa?”.

Un segno a lutto ricorda la strage di Lampedusa
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR