Varese: Quattro sì per il futuro del Paese

Le Acli di Varese invitano i cittadini ad andare a votare in occasione del referendum del 12 e 13 giugno 2011: «La partecipazione è fondamentale per il raggiungimento del quorum» spiega Sergio Meriggi, presidente delle Acli provinciali.  Inoltre «il referendum è uno degli istituti cardine della nostra democrazia ed è l’unico strumento, oltre al voto, che prevede la partecipazione diretta degli elettori alle scelte politiche del nostro Paese. I temi toccati riguardano i diritti di tutti, la nostra vita quotidiana e il nostro futuro».Le Acli varesine, oltre a chiamare i cittadini alle urne, consigliano di scrivere quattro sì, uno per ogni quesito, per il futuro del Paese.

Due quesiti riguardano la gestione dell’acqua. “Votare ‘sì’ al primo referendum – si legge nel comunicato – significa fermare la privatizzazione dell’acqua impedendo che un bene pubblico dal valore universale sia consegnato ai privati”.“Votare ‘sì’ al secondo referendum serve a impedire che l’acqua diventi oggetto di profitto. Votando ‘sì’ viene cancellata la norma che stabilisce che la tariffa dell’acqua sia unicamente determinata da considerazioni economiche e finanziarie”.Il terzo quesito referendario riguarda invece l’energia nucleare. “Il sì’ – spiegano le Acli varesine – serve a cancellare la proposta di costruire nuove centrali nel nostro Paese”. “Quando si parla di energia nucleare – proseguono le Associazioni cristiane lavoratori italiani di Varese – è doveroso pensare all’impatto ambientale che la costruzione e il funzionamento di una centrale nucleare comportano ma anche ai danni sociali, economici e a quelli irreversibili per la salute pubblica in cui si incorre in caso di incidente. Riteniamo che la vera risposta energetica per il nostro Paese sia da ricercare nelle energie rinnovabili e pulite, non nel “vecchio” nucleare.“Infine votando ‘si’ al quarto referendum si cancella il legittimo impedimento per i politici. Riteniamo sia un dovere sancire in ogni sede il rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini”.“La legge – conclude il comunicato – deve essere uguale per tutti e chi assume cariche pubbliche acquisisce una responsabilità che impone comportamenti trasparenti, non privilegi che regalano impunità”.

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