Varese: Vicenda Pomigliano anticostituzionale

“La vicenda di Pomigliano d’Arco – scrive i circolo Acli Achille Grandi di Gallarate, in provincia di Varese commentando il nuovo contratto presentato ai lavoratori dalla Fiat e il successivo referendum – incide sui diritti di civiltà del mondo del lavoro e in alcuni aspetti contrasta i principi della Costituzione democratica, in parallelo all’operazione del governo intesa a modificare gli articoli 18 e 41 della Costituzione stessa, all’insegna della assoluta libertà dell’impresa. È una vicenda che ci conferma sotto casa e negli effetti reali, di quale crudezza sia capace il sistema capitalistico finanziario”.

“Nel contesto della competizione globale –aggiunge il documento della presidenza del circolo – che pone in contrapposizione il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori in ambito internazionale ed intra-europeo (nei confronti ad esempio degli operai Polacchi), la contrattazione separata, il referendum a livello aziendale sulla accettazione della proposta della società, diviene, abbandonato a se stesso, il percorso di una gara al ribasso che per la sua logica non prevederebbe fine”.“Ormai da decenni – si legge ancora nel testo – i fenomeni della globalizzazione e della concorrenza internazionale non hanno trovato adeguata risposta nel campo delle politiche nazionali ed europee. La riconquista di “competitività” è stata perseguita principalmente attraverso la compressione delle fasce salariali più basse e la “flessibilità”, ovvero la precarizzazione del lavoro”.“L’ambito politico – scrive il circolo delle Acli Achille Grandi – non ha saputo produrre efficaci soluzioni in grado di mediare dignitosamente la flessibilità produttiva e i diritti dei lavoratori, ne ha saputo concretizzare quel rilancio dell’innovazione e della ricerca necessari per  conseguire una capacità di concorrenza internazionale che possa affrancarsi dalla più semplice logica della riduzione dei redditi reali e dei diritti. Logica che oggi, confrontata con la crisi economico finanziaria ha determinato l’attuale “esigenza” di questo ulteriore passaggio”.“La proposta di “barattare” un’ipotesi di occupazione – scrive la presidenza del circolo – con la volontaria rinuncia ai propri diritti da parte dei lavoratori, in un contesto di ampia sottooccupazione e disoccupazione è di fatto “una proposta che non si puo’ rifiutare”. Ciò non ostante una non piccola parte dei lavoratori ha espresso la propria contrarietà. Di fronte all’esito non plebiscitario l’azienda valuta ora scenari di ulteriore scardinamento delle condizioni di lavoro, non escludendo l’ipotesi “newco” nella quale azzerando l’attuale situazione si proporrebbe l’apertura di una nuova realtà produttiva sottoponendo le “nuove assunzioni” alla accettazione dei contenuti riduttivi dei diritti da parte dei lavoratori”.“Il “caso” Pomigliano – prosegue il circolo – non può essere letto e accettato come momento isolato ma, appoggiato nei contenuti dalle associazioni degli industriali e dal governo ed accettato da molta parte delle compagini sindacali, viene a costituire un precedente ed un riferimento paradigmatico a cui si dovranno allineare per molti aspetti le future contrattazioni aziendali in ambito nazionale.Come Associazione cristiana di lavoratori le Acli, riaffermando la “centralità della persona” anche nel contesto economico e produttivo, devono impegnarsi a contrastare queste logiche economiche mercificatorie e violente che stravolgendo il quadro della civiltà del lavoro configgono fortemente con la dignità dei Lavoratori e con la Dottrina Sociale della Chiesa”.Il circolo Acli Achille Grandi sottolinea poi che “la logica delle contrattazioni separate mostra tutti i suoi limiti ponendo la compagine dei lavoratori in gravissima situazione di debolezza di fronte ai ricatti aziendali e occupazionali e che quindi si auspica che in generale possa tornare a costituirsi un livello sindacale ampio che possa sostenere positivamente le singole situazioni locali dando un indispensabile sostegno “solidale” e chiari riferimenti irrinunciabili riguardo i diritti e le tutele dei lavoratori. In ambito nazionale e, in prospettiva, internazionale e quantomeno europeo. D’altro lato è necessario appellarsi alle forze politiche affinché tengano nella dovuta considerazione i rischi sociali legati all’accettazione di queste logiche e soprattutto allo smantellamento delle responsabilità e vincoli di concorrenza al bene comune per le attività d’impresa oggi previsti negli articoli 18 e 41 della Costituzione repubblicana”.“In ogni caso – continuanoo le Acli – è esigenza ed emergenza democratica affermare che, qualunque siano le contrattazioni in atto, in nessun caso alla contrattazione tra le parti potrà essere consentito di derogare o trasgredire e vanificare i diritti costituzionalmente sanciti: Nello specifico il diritto di sciopero. I diritti Costituzionali sociali e di cittadinanza non sono beni disponibili alla contrattazione. Il confronto con le dinamiche dell’economia globalizzata non può essere eluso, ma occorre che il necessario ripensamento riguardo al sistema economico e produttivo muova dal punto fermo della salvaguardia dei “valori non negoziabili” della dignità umana, valore sociale del lavoro, centralità della persona, sicurezza sul lavoro, Così come presenti sia nella Dottrina sociale della Chiesa sia nella cultura sociale della modernità e concretamente costruiti nella storia dei movimenti dei Lavoratori”.È necessario, concludono le Acli promuovere “attivamente forme di solidarietà e collaborazione internazionale tra le organizzazioni dei Lavoratori e per la armonizzazione delle legislazioni e tutele nel mondo del lavoro, in modo che alla globalizzazione del capitale e della finanza si renda compresente anche una solidarietà ed un diritto internazionale del lavoro” e richiedere “al mondo produttivo ed allo stato che vengano sostenuti i necessari investimenti per la ricerca e l’innovazione. Per lo sviluppo di produzioni e lavoro qualitativamente qualificato ed in grado di porsi nell’ambito internazionale quale elemento concorrenziale allo sviluppo globale e sostenibile”.

Varese: Vicenda Pomigliano anticostituzionale
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