Veramente costui era Figlio di Dio

1 aprile 2012 – Domenica delle Palme – Anno BAl centro della fede cristiana c’è il mistero pasquale in cui confessiamo che Gesù morto in croce è risorto ed è il Figlio di Dio. Contempliamo la via di salvezza del Signore che ci meraviglia per la grandezza del suo amore.Marco 14,1-15,47
15,33 Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34 Alle tre, Gesù gridò a gran voce: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 35 Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Ecco, chiama Elia!”. 36 Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere”. 37 Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 38 Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39 Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”. 40 Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41 le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. 42 Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46 Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47 Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.
Il lungo racconto della passione è offerto dalla liturgia in questo giorno delle Palme, perché il cristiano che celebra l’eucarestia alla domenica possa attraversare con Gesù la morte per giungere alla pasqua di resurrezione. Esso si può dividere in cinque scene.
L’ultima cena (14,1-25). I sommi sacerdoti e gli scribi cercano il modo di uccidere Gesù, ma vogliono farlo non durante la festa di pasqua per non creare tumulti (14,1-2). Prima dell’ultima cena, Marco narra di un’altra cena in cui una donna lo unge con un olio molto costoso ed è Gesù che interpreta questo gesto come anticipazione della propria sepoltura (14,3-9). Giuda prende l’iniziativa di andare dai sommi sacerdoti per consegnare loro Gesù. Non sappiamo perché Giuda abbia deciso di compiere questo passo, forse aveva una diversa concezione del regno di Dio e non comprendeva più quello che Gesù annunciava e faceva (14,10-11). Gesù manda due discepoli per preparare la cena pasquale in cui si celebrava la liberazione dalla schiavitù dall’Egitto (14,12-16). A cena è Gesù che prende l’iniziativa di annunciare il tradimento di uno dei discepoli, che reagiscono interrogando Gesù: «Sono forse io?». Essi non sanno più bene chi sono e non sono così sicuri di voler seguire Gesù sulla strada che sta percorrendo. In qualche modo condividono le perplessità di Giuda, anche se non compiono il passo di consegnarlo ai sommi sacerdoti (14,17-21). Gesù compie poi due gesti di condivisione con il pane e il vino e ne spiega il significato. Il contesto è quello dell’alleanza in cui il Signore si è legato a Israele mediante il sangue del sacrificio (Es 24). Il sangue è la vita che, versato sull’altare e sul popolo, indica che entrambi condividono quella relazione in cui la vita dell’uomo viene promossa e custodita dalla vita del Signore. Gesù attualizza l’alleanza del Sinai offrendo la sua esistenza (il suo corpo e sangue) come realtà che la rende definitivamente vera. Egli ci ha mostrato come si può vivere di quella relazione vitale con il Signore.
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Veramente costui era Figlio di Dio
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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