Verso il federalismo municipale: solo i ricchi ridono

Oggi nella Bicamerale sarà votata la nuova stesura del decreto sul federalismo municipale presentata dal ministro per la Semplificazione Calderoli.
L’ultima bozza dei decreti attuativi prevede l’introduzione di una tassa di soggiorno per comuni e cedolare secca per gli affitti con doppia aliquota, tra le modifiche “salta”, invece, il mini-quoziente familiare di 400 milioni di euro per le famiglie in affitto, previsto nel decreto del federalismo fiscale sul fisco municipale.
Ecco, quindi, la possibilità per i comuni di introdurre un’imposta di soggiorno calcolata in percentuale (si pensa al 5%) da stabilire in base alle caratteristiche della struttura ricettiva presente sul proprio territorio, a carico di chi vi alloggerà. Il gettito sarà finalizzato a servizi turistici.

Tra le questioni principali del decreto si parla della cedolare secca, ovvero un prelievo diretto in percentuale sul canone di affitto (19% per i canoni concordati; 21% per i canoni liberi di mercato), prevista già da quest’anno.Le tassazioni sugli affitti saranno direttamente proporzionali ai canoni pattuiti e non potranno variare in base al reddito dei proprietari. Il risparmio di quest’ultimi, quindi, crescerà proporzionalmente al loro reddito.
Fino ad oggi le locazioni venivano tassate in base all’aliquota marginale Irpef applicata sull’85% del canone, per cui dipendevano dal reddito del proprietario. La cedolare secca, sebbene più bassa e uguale per tutti, verrà pagata sul 100% dei canoni, da qui nasce il presunto vantaggio riservato ai redditi più alti. Fissata al 19%, la cedolare penalizzerebbe i redditi fino a 25 mila euro a cui non offrirebbe alcun vantaggio, rendendo praticamente nulla la profittabilità alla stipula dei contratti a canone concordato.
La suddetta proposta, in ambito di mercato immobiliare, cerca di portare alla luce parte dell’economia sommersa concretizzatasi nei contratti di affitto in nero. Per far emergere quest’ultimi, oltre ai suddetti incentivi per i proprietari, è prevista l’introduzione di una “riduzione di autorità dei canoni di affitto”, al fine di incentivare gli inquilini a denunciare i proprietari delle abitazioni che hanno somministrato loro eventuali contratti d’affitto irregolari. Il canone imposto d’autorità, sarebbe molto basso, pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, fino ad 1/3 circa, in alcune ipotesi, del canone pagato in nero. 

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Fonte UNHCR
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