Verso la Terza Repubblica. L’appello della società civile

Il manifesto firmato tra gli altri dal presidente delle Acli Andrea Olivero. Appuntamento a Roma il 17 novembre

“Per uscire dalla crisi italiana è urgente aprire una stagione di riforme di ispirazione democratica, popolare e liberale, legittimate dal voto di milioni di italiane e italiani, in continuità di quanto di meglio ha realizzato il Governo di Mario Monti“.Così inizia il manifesto “Verso la Terza Repubblica“, documento di convocazione della “società civile” per il “rinnovamento della politica”. In vista di un primo appuntamento fissato per sabato 17 novembre a Roma: una grande assemblea aperta a tutti i cittadini. Un appello alla mobilitazione rivolto alle forze sociali, alle culture civiche, alle personalità e le realtà associative “capaci di contribuire attivamente alla rigenerazione del governo e della nazione”, per una “presa di responsabilità corale” di fronte alla crisi del Paese.Il presidente nazionale delle, Acli Andrea Olivero, ha sottoscritto il manifesto insieme a molti altri esponenti autorevoli del mondo civile, sociale, sindacale, culturale ed economico. Tra questi il ministro Andrea Riccardi, il segratario generale della Cisl Raffaele Bonanni, il presidente di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai, lo scrittore Edoardo Nesi, vincitore del premio Strega nel 2011.Il documento chiede “un urgente e radicale cambiamento della politica e una sua estesa apertura alla società civile”, sapendo che “questa soluzione non verrà dai partiti politici come li conosciamo”. Immagina una “Italia migliore“capace di “restituire dignità al lavoro sia come servizio pubblico che come intrapresa privata, tornare a considerare i cittadini singoli e associati e le famiglie come protagonisti e responsabili del bene comune e tutelare i più deboli”. Si propone di rispondere alla crisi di fiducia dei cittadini verso le istituzioni “rafforzando i processi democratici e la loro trasparenza, contrastando la corruzione, potenziando la vigilanza sui conflitti di interesse che rappresentano una vera minaccia per qualsiasi società giusta e libera”.Il presidente delle Acli ha commentato così l’iniziativa: “Culture diverse, ma non antitetiche e storicamente abituate a cooperare provano oggi a gettare le basi per un nuovo progetto volto a creare partecipazione e nuovo impegno civico. Non sappiamo quale sarà l’esito, ma sentiamo forte il dovere di essere protagonisti, come lo siamo stati in tutte le fasi cruciali della storia del Paese”. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, Olivero ribadisce: “Noi siamo riformisti” e “stiamo nello schieramento riformista“, “vogliamo spronare il centrosinistra a cambiare”. “Pensiamo che in questo Paese si sia cambiato troppo poco. Che sia mancato il coraggio”. “In questo momento c’è troppa antipolitica, uno scollamento troppo profondo con la società: se non si rinnova l’offertà, difficilmente ci sarà una partecipazione autentica dei cittadini”. Questa iniziativa è una “scommessa“, aggiunge. “Abbiamo convocato la prima assemblea, vogliamo dare un segnale forte”.
L’intervista integrale su La Repubblica

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