VI domenica del tempo ordinario

Domenica – 12 febbraio 2017 – Anno A
Parola del giorno: Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5,17-37

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5,17-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai ;chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso ilSignore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

COMMENTO AL VANGELO
a cura di don Flavio Luciano, accompagnatore spirituale Acli Cuneo

Gesù rivolge alle folle un discorso che sorprende per l’autorità di cui è pervaso: comunica con vigore le esigenze di una vita segnata dall’essere figli e figlie di Dio e dalla fraternità verso tutti.

Qualcuno si era convinto che Gesù volesse abolire la legge antica, ma le sue parole risuonano ancora forti oggi: «non crediate che sia venuto ad abolire la legge, ma a darle pieno compimento». In parole semplici, Gesù con la sua vita e il suo insegnamento realizza, osserva pienamente la legge mosaica. Lui diventa la misura della nostra fedeltà a Dio. Chi vive cercando di accumulare ricchezze a scapito anche della vita degli altri, chi punta il dito, giudicando e condannando, credendo di far parte dell’”unico popolo eletto”, si mette addirittura fuori del regno dei cieli!  

Sembra esagerato Gesù quando dice “chiunque si arrabbia con il proprio fratello sarà sottoposto al giudizio”, e chi lo insulta sarà sottoposto al sinedrio, il massimo organo giudiziario, e chi addirittura gli dice pazzo, che ha il significato di rinnegato, “sarà destinato al fuoco della Geènna”!

Cosa vuol dire veramente Gesù? Forse semplicemente che il tuo rapporto con Dio e il tuo rapporto coi fratelli e le sorelle camminano insieme. Proprio così: “Chi esclude qualcuno dalla propria vita si esclude dalla vita di Dio”.

Per Gesù prima di riunirsi attorno all’altare per celebrare, la comunità deve cercare la riconciliazione e la pace nel suo interno.

Gesù sogna comunità unite, aperte a tutti, dove le persone vivono rapporti di sincerità e di grande schiettezza, dove la parola è rispettosa e rispettata perché la bocca esprime quello che contiene il cuore, quello che contiene la mente, senza alcuna doppiezza o falsità.

Come cantava un mio confratello, don Gianni Beraudo, mancato alcuni anni fa dopo una lunga malattia, “La mia chiesa la vorrei aperta, dove tutti gli uomini e le donne possano andare e venire liberamente a qualunque ora del giorno.  La vorrei ospitale, dove se hai le stampelle non le senti più perché nessuno ti chiede di danzare. La vorrei amica, dove puoi essere quello che sei e insieme imparare la via dell’amicizia e della comunione.  La vorrei intelligente nel cuore, perché ti porta a scoprire la tua vastità e tutto diventa sentiero per qualcosa di più grande e diverso da te.  La vorrei povera e bella, povera perché tutti possano sentirsi a loro agio e bella perché canti ogni bellezza, quella di Dio, dell’uomo, della natura. La mia chiesa la vorrei ecumenica, pagoda, moschea e sinagoga perché gli uomini di qualunque cultura e razza possano trovare Dio, il Padre di tutti. La vorrei senza barriere dove tutti possano entrare e uscire e portarsene via un frammento.  La mia chiesa vorrei non esistesse più perché tutta di carne e sangue, tutta nel cuore degli uomini. Così sarebbe veramente compiuta fatta di noi. Finalmente viva, questa chiesa che amo e per cui lavoro”.

VI domenica del tempo ordinario
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