Vicenza: Votare al referendum è un diritto-dovere

I referendum sono la voce diretta dei cittadini su temi che riguardano tutti: partecipare al referendum non è un fatto di destra o di sinistra. Votare significa esercitare un diritto-dovere faticosamente conquistato dalle generazioni precedenti”. L’invito a votare al referendum del 12 e 13 giugno viene dal consiglio provinciale delle Acli di Vicenza che si è riunito il 6 giugno 2011. Per quanto il referendum abrogativo sia “incompleto e insufficiente da solo a governare le grandi questioni sociali, civili, ambientali ed etiche – scrivono le Acli – lo strumento referendario rappresenta comunque un momento fondamentale di democrazia partecipativa”.

Pertanto, le Acli auspicano che “nonostante la scarsa attenzione che i media hanno finora dedicato ai temi referendari, ciascuno possa informarsi adeguatamente, farsi una propria idea sui singoli quesiti e votare in libertà e coscienza per riconfermare la passione e maturità democratica che caratterizzano la gente di questo Paese”.Nel merito dei quesiti le Acli vicentine spiegano che, in linea con i propri “riferimenti valoriali e ideali” voteranno quattro sì. Sì per abrogare l’art. 23 bis della legge 133/08 e successive modifiche e abrogare in parte l’art. 154 del decreto legislativo 152/06: l’acqua deve rimanere pubblica, è un bene comune e la sua tariffa non può essere legata ai costi di produzione.Sì per abrogare la legge sul nucleare: “La vicenda di Chernobyl – spiegano le Acli – e quella recente tragica del Giappone, dimostrano che non esiste un nucleare sicuro. Il ritorno al nucleare è inaccettabile per un Paese soggetto a frequenti e gravi terremoti come l’Italia, perché i rischi sono sicuramente maggiori rispetto ai benefici che se ne avrebbero dal punto di vista energetico”. Senza considerare il problema delle scorie radioattive e del loro smaltimento “che rappresenta un grosso rischio per il futuro del pianeta stesso”.“Esistono – proseguono le Acli vicentine – altri modi di produrre energia, in modo più sicuro e pulito, come stanno dimostrando altri Paesi europei”. Infine le Acli di Vicenza “propongono di abrogare anche lo scudo penale per i politici. Secondo questa norma chi è impegnato in attività di governo ed è indiziato per reati comuni ha la possibilità di non comparire nelle aule di giustizia con una semplice dichiarazione di impossibilità”.“Oggi più che mai – chiedono le Acli – va riaffermato il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e ciò deve valere ancor più per chi rappresenta le istituzioni ai più alti livelli e responsabilità”.

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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR