Viene il regno di Dio

Inizia la quaresima, tempo di conversione per accogliere il regno di Dio che viene e si rivela nel Mistero Pasquale.

L’annuncio del vangelo di Dio e le due conseguenze: conversione e affidamento alla buona notizia, sono al centro di questo brano sintetico, ma molto denso, che Marco pone all’inizio del suo vangelo.

Nei primi 11 versetti del suo vangelo, Marco presenta l’annuncio di Giovanni Battista e l’episodio del battesimo di Gesù. Egli riceve lo Spirito e l’attestazione da parte del Padre, la voce dal cielo, del suo essere il Figlio diletto, di cui si compiace (letteralmente: ne ha una buona impressione).

Da qui in poi tutto l’agire di Gesù si situa sotto l’impulso dello spirito del Padre e del compiacimento che il Padre ha per lui in ordine al suo disegno di salvezza universale. A questo riguardo, Matteo (12,18-21) rimanda al servo sofferente che Isaia descrive nel cap. 42, la cui missione è di ristabilire la giustizia, l’alleanza ed essere luce per tutte le nazioni.

Gesù va nel deserto, luogo della tentazione e della vicinanza di Dio. Marco non si dilunga nella descrizione delle tre tentazioni, perché le mostrerà nel racconto evangelico, ma racconta degli angeli (coloro che annunciano la parola del Signore che si fa salvezza) che servono Gesù. Questo servizio a Gesù indica che l’uomo non è lasciato in balia di se stesso, ma che Dio se ne prende cura sempre, anche nel momento della tentazione, offrendogli ciò che è necessario per la vita. In questo modo Dio mostra la fedeltà verso la sua creatura e smentisce la voce del serpente che insinua che Dio non vuole il bene dell’uomo (cfr. Gen 2-3).

La notazione che riguarda l’arresto del Battista, indica come la missione di Giovanni si debba concludere prima di aprirsi quella di Gesù, e ne anticipa l’esito finale. E’ quasi una staffetta tra i due, che vede Gesù annunciare al popolo non solo un tempo di conversione, come altre volte i profeti avevano chiesto ad Israele, ma anche il compimento del tempo.

La pienezza del tempo è data dalla vicinanza del regno di Dio. Se il regno è vicino occorre convertirsi, cioè tornare sulle strade di giustizia che portano al Signore, ma occorre contemporaneamente avere fiducia e affidarsi alla buona novella della vicinanza del regno. Se non si ha fiducia nella parola di Dio che chiama alla vita vera, il regno di Dio è “quasi” impossibilitato a realizzarsi. Se non accogliamo il regno di Dio, certamente il Signore dovrà trovare altre strade per fare breccia nel cuore  dell’uomo, indurito dalla paura della morte e incapace di pulsare al ritmo della fiducia nel Signore della vita.

Il Signore sa quale è la via per rendere morbido il cuore dell’uomo: offrire il suo perdono e la sua comunione di vita.

Questa è la promessa di Dio che si manifesta/rivela nuovamente e definitivamente in Gesù nostro Signore e nel suo vivere il mistero pasquale, luogo e tempo di liberazione e di salvezza per tutta l’umanità.

 

22 febbraio 2015 – I Domenica di Quaresima – Anno B

Marco 1,12-15

In quel tempo, 12 lo Spirito sospinse Gesù nel deserto 13 e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 

 

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Viene il regno di Dio
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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