Vivere secondo lo Spirito

La legge e lo Spirito sono articolati nella storia dell’umanità: dove c’è qualcuno che vive secondo la legge, lo Spirito si muove per farlo riconoscere.

Maria e Giuseppe compiono ciò che prescrive la legge di Mosè e del Signore, in ordine alla purificazione e all’offerta a Dio del primogenito maschio e sono riconosciuti da Simeone mosso dallo Spirito.

Simeone, uomo giusto e pio che vive secondo la legge del Signore, è visitato dallo Spirito di consolazione. Egli attendeva il Messia e con lui il compimento dei tempi per la salvezza d’Israele. Lo Spirito lo porta al tempio, luogo della presenza del Signore, e in quel luogo riconosce in un bambino la realizzazione della sua consolazione. Il suo cantico di lode, che si recita nella preghiera di compieta tutte le sere, è una confessione di fede nel Dio che riempie la vita con i suoi doni.

Simeone ringrazia per la visione della salvezza in un bambino. E’ una salvezza che si manifesta sotto la forma di una luce che illumina i popoli, in quanto mostra la misericordia di Dio per tutta l’umanità. E’ una salvezza che è motivo di gloria per Israele poiché l’ha saputa attendere con pazienza, ed esce da questo popolo a favore di tutte le nazioni.

I genitori di Gesù sono meravigliati, non tanto perché non hanno compreso quanto è stato rivelato loro in visioni da angeli riguardo del loro figlio, ma perché questo è stato rivelato anche ad altri, quando ancora nulla si è manifestato se non un bambino, segno della vita che viene da Dio.

La profezia per Maria conferma quanto essa già sa: Gesù sarà motivo di giudizio per Israele e non solo. Infatti i pensieri di molti si riveleranno per quello che sono: motivo di salvezza per chi crede in Gesù, motivo di condanna per chi si oppone alla luce che viene nel mondo.

Maria, al vedere tutto ciò, avrà il cuore trafitto da una spada, che è la parola di Dio (cfr. Eb 4,12: «Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore»). Questa parola tagliente aiuterà Maria a comprendere il suo dolore di madre che vede il figlio non sottrarsi alla morte per seguire lo Spirito che lo anima per testimoniare della misericordia di Dio, e in questo dolore apprendere le vie della salvezza di Dio. Così Maria può diventare maestra nell’accompagnare la Chiesa nel pieno riconoscimento di Gesù come salvatore.

La vita di servizio al tempio ha consentito ad Anna di raffinare la sua conoscenza spirituale delle vie di Dio. Per questo può associarsi a Simeone per lodare Dio e parlare di Gesù a quanti attendevano la redenzione di Gerusalemme. Essa annuncia Gesù, come farà in seguito Giovanni Battista, prima ancora che Gesù si presenti da adulto sulla scena della storia.

L’adempimento della legge fa tornare alla vita quotidiana, là dove la grazia del Signore compie la sua opera nascosta a favore della crescita umana e spirituale di Gesù e di ciascuno di noi. La vita familiare è il luogo iniziale in cui si impara a conoscere il Signore e ad avere fiducia in lui, grazie alla vita di fede dei genitori e ai racconti che essi fanno di Dio e della sua azione nella storia del popolo e personale.

Oggi questo forse non accade più come una volta e il Signore trova altre vie per manifestarsi a chi lo cerca con cuore sincero. Certo è che una famiglia unita e piena di gioia, per aver saputo riconoscere i doni di salvezza che il Signore dà, è occasione unica per riconoscere – anche da adulti – il Signore che viene a salvare.

 

28 dicembre 2014 – Festa della Santa Famiglia – Anno B

Luca 2,22-40

22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, (Maria e Giuseppe) portarono il bambino (Gesù) a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26 Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27 Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28 anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

29 «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31 preparata da te davanti a tutti i popoli: 32 luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35 – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39 Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

Leggi tutto nel documento allegato.

 

Vivere secondo lo Spirito
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR