Warduni: L’ oro all’origine della guerra in Iraq; Calvani: Le imprese criminali ricche come un paese del G8

“Dov’era l’Onu che doveva gridare no alla guerra quando le bombe hanno trasformato Bagdad dalla città delle mille e una notte nella città di una notte oscura? E’ questa la civiltà del terzo millennio? Bush ci lasci vivere in pace”. Con voce forte e accorata mons. Slamon Warduni, amministratore patriarcale della chiesa caldea a Bagdad è intervenuto oggi all’Incontro nazionale di studio delle Acli “Vivere la speranza nella società globale”. Warduni è stato molto duro anche con le forze alleate in Iraq: “Oggi manca la luce e l’acqua, cosa può pensare la gente? Certo noi siamo contenti di essere stati liberati. Ma adesso siamo liberati o dominati? In Iraq oggi siamo come in una prigione e ormai anche in Giordania non ci accettano più”. Warduni non è stato tenero nemmeno con l’atteggiamento dell’Occidente verso l’ex dittatore “che fu armato quando faceva comodo dagli stessi che parlavano di non proliferazione”. Warduni non ha nemmeno nascosto la sua idea che il petrolio sia stato per gran parte all’origine della guerra: “La causa è stata l’oro nero. Non a caso il ministero del Petrolio a Bagdad è perfettamente intatto”. Warduni ha detto di essere rimasto colpito quando ha letto il tema dell’incontro delle Acli: “Quando ho visto che era dedicato alla speranza mi sono commosso”. Sandro Calvani, rappresentante Onu per l’Asia orientale e il Pacifico dell’ufficio per la lotta alla droga e al crimine, ha ricordato alla platea il ruolo delle imprese criminali globali a cui “il traffico di donne e bambini rende una massa di denaro doppia rispetto a quella prodotta dal narcotraffico. Secondo le stime dell’Ocse e dell’Onu il prodotto criminale lordo globale è di 1500 miliardi di dollari, come la ricchezza di paesi quali l’Italia o la Gran Bretagna: la sesta potenza mondiale insomma, che potrebbe comodamente figurare nel G8”. “In Iraq – dice ancora Calvani – l’Onu ha stimato che il business illecito del solo petrolio è di 3 milioni di litri di gasolio al giorno”. Calvani ha dunque sottolineato la necessità di rilanciare la missione dell’Onu: “da non confondere con le missioni e le raccomandazioni o risoluzioni dell’Onu che sono piuttosto le missive delle Nazioni Unite. La cui missione è quella di accompagnare la speranza di un popolo. La Carta dell’Onu infatti parla di popoli, non di governi o presidenti. Popoli decisi a promuovere il progresso sociale e migliori standard di vita in una più ampia libertà

Warduni: L’ oro all’origine della guerra in Iraq; Calvani: Le imprese criminali ricche come un paese del G8
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR