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Giovani delle Acli sul Voto del 4 Marzo

Coordinatore nazionale Giacomo Carta: “Nell’agenda politica deve trovare spazio il tema dei giovani fuori sede, che hanno visto il loro diritto al voto ostacolato”

 

Al termine di una campagna elettorale breve ma tra le peggiori mai ricordate, il 4 marzo 2018 alla fine è arrivato e il popolo italiano ha potuto esprimere il proprio diritto/dovere.

Nello scenario che si presenta nel post voto aleggia l’incertezza, figlia di una legge elettorale che permette di formare un governo solo raggiungendo il traguardo del circa 40% di preferenze o tramite alleanze tra forze politiche.

Un dato positivo è che la partecipazione democratica è stata più alta delle aspettative con poco più del 73% di italiani recatisi alle urne,  tale percentuale contiene sicuramente una grossa fetta di giovani.

Giovani – come quelli delle Acli – che hanno aderito con grande partecipazione alla campagna di sensibilizzazione al voto #votiAMO promossa dalle Acli di Roma e che il Dipartimento dedicato al pensiero giovanile, auspica possa aver contribuito ad accrescere il dato sull’affluenza.

 

Ma i Giovani delle Acli si pongono una domanda alla quale ancora nessuno ha dato risposta: dove sono i risultati sull’aggluenza alle urne della fascia 18-30enni? Lo scopo di questa domanda è una riflessione puntuta sulla mancanza, per i giovani “in mobilità” tra una regione e l’altra della Penisola, di un’agevolazione al voto fuori sede.

 

“E’ per noi fondamentale – dichiara Giacomo Carta, coordinatore nazionale Giovani delle Acli – che trovi spazio all’interno dell’agenda politica questo tema, insieme ai molti altri temi che vedono ancora i giovani quale categoria svantaggiata. Ciò che ci aspetta ora – continua Carta – è una fase di trattative e consultazioni, che serviranno a trovare la quadra e formare un governo. In parallelo a questa fase c’è un paese che ha fortemente bisogno di interventi su problemi e tematiche quali lavoro (giovanile e non), scuola e cultura, povertà, immigrazione e natalità. I giovani sono già abbastanza sfiduciati ed è ora di dare loro un segnale, un esempio, una speranza concreta riguardo il futuro. Perché solo puntando su di loro e investendo in formazione, cultura e creando delle basi solide perché si possano realizzare, potremo contare su un futuro migliore per tutti noi”.

Giacomo Carta

Coordinatore Nazionale Giovani delle Acli

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