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Impegno nella società e annuncio del Vangelo: il percorso comune delle Acli e dell’Azione Cattolica

La cura della persona in ogni fase della sua vita è l’obiettivo a cui le Acli hanno sempre tenuto fede e negli anni questo percorso è stato condiviso con l’Azione Cattolica, un rapporto rinsaldato nel tempo che è fonte di ispirazione e crescita per entrambe le associazioni. Per questo motivo, venerdì 25 marzo a Roma, si è svolta una riunione congiunta tra le Presidenze nazionale delle Acli e dell’AC che testimonia la comune matrice nei valori della Chiesa e l’impegno nell’annuncio del Vangelo. Come ha ricordato Papa Francesco avviando il processo sinodale, in questi tempi difficili “deve essere ancora più urgente il bisogno di fraternità nel mondo che, inconsapevolmente, anela a incontrare Gesù”.

Questa comunanza di ideali è stata incarnata dalla figura di Vittorino Veronese, Vicepresidente delle Acli e poi Presidente di AC dal 1946 al 1952. Anche se la sua vicepresidenza durò pochi mesi, dal novembre 1944 al luglio 1945, la sua azione fu fondamentale nel processo che portò alla formazione delle Acli. Fu proprio Veronese a scrivere il comunicato di nascita delle Acli il 20 ottobre 1944, dove si legge: “Le Acli non sono una organizzazione di carattere sindacale. Sono indipendenti dai partiti politici. E, benché sorgono sotto gli auspici dell’Azione Cattolica, sono autonome e rette da un ordinamento proprio”. Veronese, pur riconoscendo l’importanza del ruolo dell’AC, volle che le Acli avessero una loro indipendenza: era consapevole che solo attraverso la collaborazione e il rispetto delle proprie unicità si poteva migliorare concretamente la società.

Negli anni Acli e AC hanno vissuto insieme i momenti più bui della storia della nostra Repubblica, ancorando le proprie radici nei valori cristiani. Nel 1978, quando l’Italia viveva ore di angoscia per il rapimento di Aldo Moro, le Acli, l’AC, l’Agesci e la Fuci rivolgevano un appello “ai giovani e agli uomini di buona volontà affinché si impegnassero per la salvaguardia della convivenza civile, per lo sviluppo della democrazia, per il rispetto della vita umana, per un deciso e intransigente rifiuto di ogni forma di violenza”. Parole ancora oggi così drammaticamente attuali.

Entrambe le associazioni hanno sempre avuto un’attenzione particolare ai giovani, consapevoli che il futuro inizia dalla cura delle nuove generazioni. Per questo insieme hanno dato vita alla Consulta nazionale giovanile per il lavoro, un organo che “si propone di sensibilizzare e di porre all’opinione pubblica, ai sindacati e alle istituzioni, il punto di vista dei giovani”.

Le Acli sono convinte che solo collaborando insieme si possa davvero realizzare quello che Papa Francesco ha auspicato con l’avvio del Sinodo: “far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani”.

In allegato alcuni documenti d’epoca a testimonianza della collaborazione tra ACLI e AC, a cura dell’Archivio Storico delle Acli

ACLI E AZIONE CATTOLICA

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