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Patronato Acli: Dove sono i contributi dei miei voucher?

La signora Maria ci chiede chiarimenti in merito ai contributi per chi fa lavori occasionali e pagati con voucher, come sua figlia Claudia, giovane studentessa che ha svolto lavori saltuari per contribuire alle sue spese personali, senza gravare in tutto sulla famiglia. Questo quanto ci scrive.

Domanda

Mia figlia tra il 2013 ed il 2016 ha svolto per i nostri vicini dei lavori occasionali, sia come insegnante di ripetizione sia come babysitter per i figli della coppia. Per queste sue attività saltuarie, non un impegno continuativo, è stata assicurata e retribuita mediante voucher, ed ha guadagnato circa 500-530 euro l’anno, soldi che ha utilizzato per pagarsi alcune sue spese personali, come le ricariche telefoniche e qualche uscita con le amiche. Nei giorni scorsi ha stampato l’estratto contributivo, risultano dei versamenti contributivi ma non capisco quanti sono i periodi utili per il diritto alla pensione”.

Il Patronato Acli risponde

La disciplina del lavoro occasionale ed accessorio ha subito nell’ultimo decennio molteplici riforme, sono state modificate le platee dei datori di lavoro e dei lavoratori, a volte le maglie si sono allargate ed altre si sono ristrette. Ma sono rimasti invariati: la presenza di copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali; i versamenti contributivi per invalidità, vecchiaia e superstiti nella gestione separata.

Primi voucher
Fino al 3/2017
Libretto famiglia
Lavoro domestico
PrestO
Altri settori
Altri costi Compenso
Lavoratore
Altri costi Compenso
lavoratore
Altri costi Compenso
lavoratore
INPS
Gestione separata
10/100*80 € 1,30 16,5% € 1,65 33% € 2,97
INAIL 7% € 0,70 2,5% € 0,25 3,5% € 0,32
Spese 5% € 0,50 1% € 0,10 1% € 0,09
€ 2,50 € 7,50 € 2,00 € 8,00 € 3,38 € 9,00*
Costo

Complessivo

€ 10,00 € 10,00 € 12,38

orario minimo

per settore agricolo
gli importi diversi

 

Come può vedere dalla tabella, per ogni voucher incassato da sua figlia sono stati versati contributi pari a soli 1.30 euro. Quindi complessivamente per ciascuno degli anni di lavoro, a fronte di compensi annui netti pari a € 525 (equivalenti a 70 voucher), l’importo dei contributi previdenziali è stato pari a circa 91 euro.

Le norme che regolano la Gestione Separata dell’INPS prevedono l’obbligo di versamenti contributivi sulla base del compenso effettivamente conseguito, non esistono redditi minimi sui quali effettuare versamenti contributivi. Questo però non vuol dire che qualsiasi importo di contributi versato determini il riconoscimento di periodi utili alla pensione.

L’accredito dei periodi utili si determina in questo modo: dividendo l’importo dei contributi versati per il contributo dovuto su un reddito pari al minimale dei commercianti.

Anno Minimale annuoCommercianti MinimaleMensile CTR mensile13%
2013 15.357,00 1.279,75 166,37
2014 15.516,00 1.293,00 168,09
2015 15.548,00 1.295,67 168,44
2016 15.548,00 1.295,67 168,44

 

I compensi annui percepiti da sua figlia sono stati inferiori al compenso minimo mensile, quindi non avrà alcun mese di accredito per nessuno dei 3 anni nei quali ha svolto attività pagata mediante voucher.

Questo il calcolo da fare: contributi versati 91,00/ 166,37 = 0, 546, pari a 0 mesi accreditati.

Per quanto riguarda l’accredito dei contributi previdenziali legati agli attuali “Libretto famiglia” e “contratto a prestazione occasionale”, nulla è cambiato se non l’avvenuto innalzamento dell’aliquota contributiva, che riguarda soprattutto settori diversi da quello dei lavoratori domestici.

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