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“Senza fine” di Eleonora Buzzanca

5:30.
Puntuale Argo mi sveglia, nemmeno fosse un orologio svizzero.
Appoggia il suo musetto da cucciolo sul materasso e mi guarda, ricordandomi di esser stato paziente tutta la notte, ma che ora deve proprio uscire.
Mi preparo con la voglia di ascoltare Gino Paoli. Indosso le cuffie, ma questa volta mi faccio furba, prima indosso la mascherina, all’interno della quale so che tra cinque minuti mi sembrerà di soffocare, e poi metto gli auricolari. Le ultime volte sono rimasta aggrovigliata nel cavo.
Esco. É domenica mattina e so che sarò sola per strada. Non ci saranno nemmeno quella manciata di operai disposti ordinatamente, in attesa del proprio turno, fuori dal distributore automatico del caffè…i nuovi bar del momento.
Mentre nelle orecchie Gino Paoli canta che non gli importa della luna e delle stelle, passo davanti ad un supermercato chiuso e rifletto sul fatto che questa pandemia, nel male, ci ha dimostrato che riusciamo a sopravvivere senza negozi aperti la domenica. Ci è bastato esser stati costretti ad organizzarci. E noi, l’abbiamo fatto!
Mi piace pensare che, forse, la cassiera dopo sei giorni di ansia, fatica, paura e stanchezza, è grata di potersi svegliare assieme ai suoi bambini e di poter trascorrere l’intera giornata con loro. Probabilmente non ricordando nemmeno più quant’era che non capitavano quattro domeniche di fila a casa. Oggi potrà essere solo una mamma.
La città è avvolta da un silenzio irreale che nessuno avrebbe mai nemmeno potuto immaginare.
Argo si ferma ad analizzare accuratamente la ruota di un motorino parcheggiato chissà da quanto ed io guardo un lenzuolo appeso fuori da una finestra che si muove leggermente con il vento.
Un arcobaleno improbabile è stato disegnato dalle mani fantasiose e creative di un bambino. Sotto, la grande scritta “ANDRÀ TUTTO BENE”.
Continuo a guardare quella inaspettata ed oramai conosciuta opera colorata e mi lascio convincere e cullare da quel messaggio di solidarietà.
Improvvisamente ed incredibilmente mi libero dall’angoscia economica e dallo sconforto dettato dall’incertezza che accompagna le mie giornate e scopro di starmi godendo quel momento di pace.
Per un attimo mi sento serena, quasi allegra e mi auguro che sia vero il suggerimento di Gino Paoli e che questo sia un attimo senza fine.

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