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“Un nuovo inizio”, dialoghi su presente e futuro per ripartire nel post Covid-19

“Nulla sarà più come prima!”. Non è ancora il messaggio di uno striscione pubblicitario che intravediamo nel cielo sdraiati sotto l’ombrellone ma poco ci manca.

E, come ogni frase, non può che provocarci. In bilico tra l’illusione, il sogno, ed una realtà possibile. Ma perché non sia solo uno slogan ma una evidenza che sgorga dal vissuto non basta continuare a ripeterlo ma scorgere orizzonti e costruire.

Per questo le ACLI Provinciali di Bergamo hanno proposto “Un nuovo inizio”, dodici dialoghi, disponibili sul canale Youtube e sulla pagina Facebook dell’associazione, per rispondere a due domande: come ci sta cambiando il virus? E come saremo cambiati noi dopo il virus?

E se è importante cercare le risposte è altrettanto decisivo lasciarsi abitare dalle domande, mettendosi in ascolto di chi cerca di attuarle. In 45 minuti, ogni mercoledì sera a partire dall’8 aprile, il presidente delle ACLI di Bergamo, Daniele Rocchetti, si è messo in dialogo con svariati personaggi del clima culturale odierno per cercare di trovare insieme a loro le chiavi di lettura per un periodo così complesso.

Un web talk che ha intercettato diversi temi e diversi attori: ad aprire le danze è stato Nando Pagnoncelli, grande sondaggista e amministratore delegato di Ipsos, che ha fotografato la situazione cercando di illuminare i dati con riflessioni puntuali e ficcanti.

A lui sono succeduti don Fabio Corazzina, Mauro Magatti, Rosy Bindi, Mario Calabresi, Johnny Dotti, Gael Giraud, Gad Lerner, Luigino Bruni, Gigi de Palo, Silvano Petrosino e, per chiudere, Romano Prodi.

Dalla famiglia alla spiritualità, dalla filosofia al co-housing, dal welfare alla narrativa, intersecando economia e politica. Tante voci diverse e complementari per tentare di partorire direttrici, tentando di scatenare soluzioni.

Il tutto è avvenuto in un contesto atipico: chi ha potuto partecipare e ascoltare i dialoghi lo ha fatto dalle proprie case, dai propri telefoni, dai propri pc, da solo o in compagnia dei propri familiari, spesso con un alone costante di preoccupazione e timore.

“Un nuovo inizio” non è stato solo parole, ma ha cercato di essere oasi attorno alla quale guardarsi e dissetarsi, scrutando con qualche speranza in più l’avvenire.

 

 

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