Il Governo continua a mantenere un tetto al fondo del 5 per mille. Questo significa che ogni anno una parte delle risorse che i contribuenti scelgono di destinare agli enti del Terzo settore e agli altri beneficiari non viene effettivamente erogata.
Dal 2006 al 2023, 583 milioni di euro destinati alle cause sociali non sono stati erogati a causa del tetto previsto per il 5 per mille.
Grazie alla campagna di mobilitazione “5 per mille, ma per davvero”, promossa nel 2025 da VITA e da 59 grandi organizzazioni del Terzo Settore, abbiamo ottenuto l’inserimento in Legge di Bilancio di un incremento del tetto del 5 per mille, con un adeguamento a 610 milioni di euro a decorrere dal 2026.
Gli 85 milioni di euro aggiuntivi stanziati, tuttavia, non sono stati sufficienti a coprire nemmeno la crescita prevista del 5 per mille per il primo anno. Lo sforamento del tetto relativo al 2025 si aggira infatti intorno ai 23 milioni di euro.
Per questo la mobilitazione prosegue, chiedendo al Governo che l’intero importo del 5 per mille sia erogato agli enti beneficiari sulla base delle scelte espresse dai contribuenti, nel rispetto dello spirito della legge (Legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, commi 337 e seguenti).
Anche quest’anno siamo tra le organizzazioni del Terzo settore che, insieme a VITA, promuovono la seconda fase della campagna “5 per mille, ma per davvero”, con un appello rivolto alla Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento per eliminare il tetto al 5 per mille.
L’appello integrale
