La Direzione nazionale delle ACLI, riunita il 3 settembre 2026, ha deliberato all’unanimità l’adesione alla proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, promossa dal filosofo Eugenio Mazzarella e rilanciata dal quotidiano Avvenire.
La decisione è maturata al termine di un approfondito confronto, introdotto dall’intenso e autorevole intervento del professor Mazzarella, che ha illustrato il significato morale, culturale e politico dell’iniziativa.
Assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza significa anzitutto custodire la memoria delle migliaia di bambine e bambini uccisi e riconoscere il diritto di quanti sono sopravvissuti a vivere, crescere, studiare e costruire il proprio futuro. Significa dare un volto alle vittime più indifese della guerra e richiamare la comunità internazionale alle proprie responsabilità.
I bambini di Gaza, privati delle famiglie, delle case, delle scuole, delle cure e spesso persino del cibo e dell’acqua, sono diventati il simbolo più doloroso di un’infanzia alla quale è stato sottratto ogni spazio di sicurezza e di speranza. Premiarli non significa attribuire loro il compito di costruire una pace che gli adulti non sono stati capaci di realizzare, ma riconoscere nella loro sofferenza innocente un appello radicale alla coscienza dell’umanità.
La scelta delle ACLI non dimentica gli altri bambini vittime della violenza: i bambini israeliani uccisi o rapiti nell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, così come quelli travolti dalle guerre in Ucraina, Sudan e in ogni altra parte del mondo. Proprio nella drammatica specificità di quanto sta accadendo a Gaza, questa candidatura assume un valore universale e diventa un riconoscimento a tutta l’infanzia sacrificata dalle logiche della guerra, del dominio e della vendetta.
L’adesione esprime una precisa posizione politica e valoriale. Nessuna ragione militare, strategica o geopolitica può giustificare l’uccisione dei bambini, la distruzione delle condizioni essenziali della vita e la negazione del diritto umanitario. La sicurezza di un popolo non può essere costruita sulla cancellazione dei diritti e del futuro di un altro popolo.
Le ACLI ribadiscono pertanto la richiesta di un reale cessate il fuoco stabile, del pieno e sicuro accesso degli aiuti umanitari, della protezione della popolazione civile e di una soluzione politica fondata sul diritto internazionale, sul riconoscimento reciproco e sulla dignità dei popoli israeliano e palestinese.
La Direzione nazionale ha inoltre assunto l’impegno di promuovere l’adesione in tutte le articolazioni territoriali e tra le organizzazioni del Sistema ACLI, nonché presso le numerose realtà sociali, ecclesiali e civili con le quali l’Associazione collabora.
Con questa iniziativa le ACLI intendono contrastare l’assuefazione alla violenza e restituire forza alla parola pace: non un’espressione astratta o consolatoria, ma una responsabilità concreta, una scelta politica e un’opera quotidiana di giustizia.
È possibile aderire alla proposta inviando un messaggio all’indirizzo ufficiale petizione.gaza@avvenire.it.
