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Cuba non si blocca. Alle Nazioni Unite l’Italia voti contro il bloqueo: le sanzioni di Trump sono illegali e colpiscono la popolazione cubana

Per aderire: https://www.arcsculturesolidali.org/cubanonsiblocca/

Non si può accettare che milioni di persone siano private dell’accesso al cibo, all’acqua, alle cure e all’energia. Il blocco statunitense contro Cuba, in vigore da oltre sessant’anni, è una politica criminale che viola i diritti della popolazione e contrasta con i principi del diritto internazionale. Per 33 volte l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ne ha chiesto la fine con le risoluzioni annuali, ma nel frattempo il blocco è rimasto: l’amministrazione Trump lo ha anzi ulteriormente inasprito, aggravandone gli effetti sulla vita quotidiana di milioni di persone.

Il 28 ottobre il Governo italiano ha l’occasione di correggere la grave scelta dell’astensione dello scorso luglio (sulla richiesta di Cuba di un dibattito urgente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per porre fine all’embargo) e tornare a sostenere, senza ambiguità, la richiesta di porre fine al bloqueo statunitense contro Cuba. Dopo decenni in cui l’Italia e gran parte dei Paesi europei hanno sostenuto questa posizione, è il momento di riaffermarla in modo autonomo, senza cedere alle pressioni dell’amministrazione Trump, e di essere coerenti con la storia di amicizia e cooperazione che lega il nostro Paese a Cuba. Chiediamo quindi al Governo di votare a favore della risoluzione per porre fine al bloqueo e, perché il voto non resti un gesto isolato, di farlo seguire da azioni concrete.

Le conseguenze delle sanzioni e dell’inasprimento dell’embargo sono sempre più gravi. Il PIL cubano ha subito una contrazione del 15%, mentre l’inflazione raggiunge il 25%, arrivando al 36% per alimenti e bevande. Oltre 3,4 milioni di persone non hanno accesso regolare all’acqua potabile e ai prodotti igienici essenziali. La crisi energetica mette in difficoltà i servizi pubblici e costringe gli ospedali a scelte drammatiche, mettendo il personale sanitario nella condizione di dover decidere chi salvare e chi non potrà ricevere le cure necessarie. Oltre 100.000 pazienti sono in attesa di un intervento chirurgico, tra cui circa 12.000 bambini. Quasi 3000 persone sottoposte a emodialisi hanno bisogno di una disponibilità energetica stabile per poter ricevere le cure da cui dipende la loro vita. La mortalità infantile è salita a 9,9 decessi ogni 1.000 nati vivi, mentre la disponibilità di medicinali essenziali è scesa a circa il 30% del fabbisogno abituale. La mancanza di carburante ostacola inoltre la produzione, la conservazione e la distribuzione degli alimenti.

Il Governo ci ripensi e dia seguito agli impegni assunti in Parlamento, anche in attuazione della recente risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione Affari esteri della Camera a sostegno della popolazione cubana e per affrontare la crisi umanitaria.

Chiediamo al Governo italiano di:

 

 

Il popolo cubano ha diritto a una vita dignitosa, all’accesso alle cure, all’acqua, al cibo e all’energia. Ma soprattutto ha diritto di decidere il proprio futuro senza subire le conseguenze di sanzioni che colpiscono l’intera popolazione.

 

Le organizzazioni firmatarie:

ARCI, ARCS, CGIL, Nexus ETS, Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, ANPI, ACLI, IPSIA, AOI, Rete Italiana Pace e Disarmo, Un Ponte Per 

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