Europa, sii fedele alla nostra casa comune
Mentre la crisi energetica globale e i conflitti mettono ancora una volta in luce la vulnerabilità del nostro continente, chiediamo all’Unione Europea (UE) di rimanere fedele ai suoi valori fondanti in materia di dignità umana e diritti umani e di fissare obiettivi coraggiosi per salvaguardare il presente e il futuro. Chiediamo un’azione climatica giusta che protegga i più vulnerabili ora e garantisca i diritti delle generazioni future, compresa l’eliminazione graduale dei combustibili fossili.
Fin dalla sua fondazione, quasi 70 anni fa, l’Europa è stata leader nella tutela dei diritti umani. Dagli anni ’70, l’Europa ha aperto la strada nell’ambito dell’azione per il clima e l’ambiente, anche attraverso il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi. Ha dimostrato che il cambiamento guidato dal perseguimento del bene comune non solo è possibile, ma essenziale: eliminando gradualmente il carbone, iniziando a responsabilizzare chi inquina e istituendo nuovi quadri normativi ambiziosi come il Green Deal europeo.
Nonostante le numerose crisi globali che stiamo affrontando, questo non deve oscurare l’urgente necessità di fermare il collasso climatico proseguendo sulla strada della riduzione delle emissioni di gas serra. L’Europa si trova di fronte a una scelta cruciale: guidare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili o schierarsi con le aziende più inquinanti, responsabili della metà delle emissioni globali di carbonio.1
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il fatto che l’UE stia attualmente smantellando la propria legislazione e voltando le spalle al suo ruolo di leader globale in materia di clima. Troppo spesso, la “semplificazione” ha portato alla deregolamentazione, ad esempio, attraverso la legislazione “Omnibus” attualmente in vigore2: ritardando gli impegni sul clima, aumentando la dipendenza dai combustibili fossili, indebolendo la dovuta diligenza e tagliando le tutele sociali e ambientali.
Alziamo la voce contro l’ingiustizia ed esprimiamo la nostra solidarietà a coloro che fuggono dalla violenza e soffrono per gli impatti della crisi climatica, dell’estrattivismo e dei conflitti alimentati dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’UE deve ricordare i valori e i principi dei suoi fondatori: la tutela dei diritti umani e la preservazione della pace. A tal fine, è fondamentale un’azione decisa per accelerare la transizione verso fonti energetiche non fossili.
La cura della nostra casa comune: un imperativo morale
Negli ultimi anni, leader religiosi delle principali religioni del mondo si sono uniti nel chiedere alla comunità internazionale di rispondere con urgenza alla crisi climatica e di proteggere la nostra casa comune.3 Nella Genesi, l’umanità è chiamata a coltivare e custodire il giardino (Gen. 2:15).
Per i cristiani, la cura del creato non è facoltativa, bensì “parte essenziale di un’esistenza virtuosa” (Laudato Si’, 217).4 Oggi, la lettura dei “segni dei tempi” (Gaudium et Spes, 4) e del comandamento cristiano di amarsi gli uni gli altri (Gv 13:34) ci porta a chiedere: cosa significa amare il prossimo in un’epoca di crescente crisi ecologica, che colpisce in modo sproporzionato i più poveri?
Dobbiamo affrontare urgenti questioni morali riguardanti la responsabilità, la rendicontabilità e le strutture che perpetuano il danno. Papa Francesco ha avvertito che“la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti […] deve essere sostituita progressivamente e senza indugio” (Laudato Si’, 165). Continuare ad espandere la produzione di combustibili fossili, che devasterebbe tante vite e mezzi di sussistenza, significa perpetuare ciò che Papa Giovanni Paolo II definisce le “strutture di peccato” (Sollicitudo Rei Socialis, 36), ovvero i sistemi sociali, economici e politici che affondano le loro radici in una “brama di guadagno esagerato ” (ibid., 47) e che diffondono l’ingiustizia.
Papa Leone XIV, nel suo messaggio alla COP30 si è fatto portavoce dei più vulnerabili: “Per loro, il cambiamento climatico non è una minaccia lontana, e ignorare queste persone significa negare la nostra comune umanità.”5 Sappiamo che le comunità vulnerabili ai cambiamenti climatici si trovano non solo nel Sud del Mondo, ma anche in Europa: gli anziani a rischio a causa del caldo estremo, i senzatetto, gli agricoltori i cui raccolti vengono distrutti da siccità, inondazioni e tempeste più frequenti e intense, le donne e i bambini, le persone con patologie preesistenti, coloro che vivono in povertà energetica e coloro che sono maggiormente colpiti dalla crisi del costo della vita.
Essere fedeli in Europa significa difendere la dignità di ogni essere umano, il valore intrinseco di tutto il creato e agire con coraggio e urgenza di fronte alla crisi ecologica. Significa una transizione giusta e rapida dai combustibili fossili a un’economia circolare basata sulle energie rinnovabili per proteggere la nostra casa comune.
Le comunità religiose europee chiedono un intervento
Ispirati dall’imperativo di prendersi cura del creato e in linea con il recente Manifesto dei Vescovi del Sud del Mondo,6 noi, comunità religiose europee, insieme a tutte le persone di buona volontà, chiediamo un’azione concreta. A seguito della prima conferenza sull’eliminazione graduale dei combustibili fossili, che ha visto una significativa partecipazione europea, esortiamo i leader dell’UE a rispondere alla stragrande maggioranza dei suoi cittadini che sostiene un’azione climatica più incisiva7 e a:
- Porre immediatamente fine a tutte le attività di esplorazione per i combustibili fossili e abbandonare rapidamente l’estrazione di carbone, petrolio e gas, come affermato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.8 Porre fine alle autorizzazioni per nuove infrastrutture per i combustibili fossili, che sono costose e rischiose. Rifiutare soluzioni illusorie come le tecnologie di rimozione del carbonio non ancora collaudate e i crediti internazionali di carbonio.
- Elaborare una strategia per porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili ed eliminare gradualmente il carbone entro il 2030, il gas entro il 2035 e il petrolio entro il 2040. Definire una tabella di marcia a livello europeo per l’eliminazione graduale della produzione, dell’importazione e del consumo di combustibili fossili, in linea con i principi scientifici e di equità, e integrare tali obiettivi e tempistiche nel Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC).
- Eliminare i sussidi ai combustibili fossili e introdurre una tassa permanente sugli utili delle aziende del settore. Destinare i proventi derivanti dalle tasse sugli utili dei combustibili fossili alla transizione energetica, compreso il sostegno a misure mirate di tutela dei consumatori per garantire alle famiglie e alle imprese vulnerabili il diritto all’energia, incentivando al contempo il risparmio energetico.
- Dare priorità al finanziamento di una transizione socialmente giusta nel prossimo bilancio dell’UE (Quadro Finanziario Pluriennale), in conformità con il principio di “non arrecare danni significativi”.9 Aumentare in modo massiccio gli investimenti in efficienza energetica, elettrificazione ed energie rinnovabili, nel rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Risparmiare risorse sostenendo con forza il decentramento e l’autosufficienza,10 e attuare il Fondo Sociale per il Clima. Garantire una transizione giusta per i lavoratori, la diversificazione economica, una solida protezione sociale e un dialogo sociale inclusivo.
- Sostenere l’eliminazione graduale dei combustibili fossili a livello globale, fornendo finanziamenti ambiziosi e accessibili per il clima sotto forma di sovvenzioni anziché prestiti, e aumentando al contempo i fondi per l’adattamento e per la riparazione dei danni. Liberare risorse per i Paesi del Sud del Mondo da investire nell’azione per il clima, cancellando i debiti insostenibili e sostenendo una tassazione equa, anche attraverso un impegno lungimirante nei negoziati della Convenzione Fiscale delle Nazioni Unite.
La responsabilità storica e l’opportunità dell’Europa
In quanto primo continente ad aver abbracciato un’economia basata sui combustibili fossili, l’Europa ha il dovere e l’opportunità storica di guidare la transizione verso una nuova era libera dai combustibili fossili. Il benessere di ogni persona è in gioco. Stiamo già assistendo ai primi segnali di caos climatico e i nostri figli continueranno a subire impatti ancora peggiori a meno che non poniamo fine urgentemente ai combustibili fossili.
Avete la responsabilità senza precedenti di scegliere la via del coraggio, della pace e del bene comune.
Come ha detto Papa Leone XIV: “Dio ci chiederà se abbiamo coltivato e custodito bene questo mondo che Egli ha creato… Allora, che cosa risponderemo?”
Vi assicuriamo le nostre preghiere per la vostra importante missione, non vediamo l’ora di proseguire il dialogo e siamo pronti a collaborare con voi per un futuro in cui tutti possano prosperare.
