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Domenica 31 maggio 2020

Pentecoste

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 737-39) 

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva».
Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato. 

Da lui sgorgheranno fiumi di acqua viva”  

A cura di don Giuseppe Sbuttoni, assistente spirituale delle Acli di Piacenza

Nasce la Chiesa, la comunità guidata da Gesù Risorto e vivo in mezzo a noi. “Se darete ascolto alla mia voce, sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”. (Esodo 19, 4-8). 
L’assistenza morale e di grazia è sempre promessa dal Signore nelle parole con cui parla agli Israeliti e a noi.
La sua Presenza e la sua Provvidenza sono sempre attive per la sua comunità, che si rinnova oggi con l’effusione dello Spirito Santo che sana, perdona, rinnova. 
Lo Spirito di Dio è presente in forma invisibile, come un vento che si sente ma che non si vede, come fuoco di speranza, purificazione, luce per i nostri passi.
“Se qualcuno ha sete, venga a me e beva, da lui sgorgheranno fiumi di acqua viva” (Giovanni 7, 37-39).
Uno dei fondamenti della Chiesa è l’aggregazione e l’unione, come fecero i dieci discepoli riuniti nel Cenacolo la sera di Pasqua quando videro apparire loro lo Spirito sottoforma di fuoco che si posò sui loro capi, accordando loro la forza di predicare, annunciando il Vangelo, parola viva e presente.
Oggi in pochi credono alla potenza dello Spirito Santo, Cristo Risorto e presente, ma chi confida in questa Verità vive serenamente con propositi precisi.
L’invito che ci arriva è dunque di riconsiderare il proprio presente, non solo come benessere superficiale e immediato, ma per rivalutare il proprio futuro.
L’uomo fatto a immagine di Dio è invitato continuamente a rispettare sé stesso, così come l’ambiente in cui vive che geme per ogni nostra mancanza, indifferenza, sfruttamento inadeguato e opportunistico che provoca calamità che ci appaiono ingestibili. Ma nello Spirito Santo il cosmo è sollevato, tutto acquista una nuova energia e l’agire umano è divinizzato.
Affidiamoci allo Spirito Santo continuando il nostro cammino, riconoscendolo dentro di noi come nuovo vigore che ci rinnova. 

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