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Ex-Ilva, Acli: “Solidarietà ai lavoratori colpiti dalle lettere di licenziamento. Il Governo trovi una soluzione che rilanci produttività e lavoro senza trascurare l’ambiente”

PORTO TARANTO VEDUTA EX ITALSIDER ( ILVA )

Ieri sono partite le lettere di licenziamento per oltre 2.500 lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva nell’area di Taranto. Le ha annunciate il presidente dell’associazione delle industrie del settore, parlando di “totale assenza di una ragionevole programmazione”, e ricordando che l’Ilva è “un’infrastruttura industriale strategica per l’Italia, essenziale per le filiere manifatturiere” . Dal canto loro i sindacati dei metalmeccanici hanno parlato di un’autentica “bomba sociale” nel cuore della Puglia e del Mezzogiorno.

Le ACLI esprimono totale solidarietà ai lavoratori colpiti e alle loro famiglie, che sono solo le ultime vittime dell’onda lunga di uno dei più tragici fallimenti della (mancata) politica industriale del nostro Paese.

Le priorità di un Paese si misurano da dove si decide di mettere le proprie risorse e da chi si decide di non lasciare indietro. Il lavoro non è un numero da esibire nel giorno di una festa: è la porta della dignità.

Le ACLI auspichiamo che il Governo più longevo della storia repubblicana possa fare qualcosa che nessun governo ha mai fatto fino ad oggi, e cioè trovare una soluzione affinché ci sia un vero progetto di riqualificazione dell’ex Ilva, che sappia tenere insieme le esigenze non confliggenti del rilancio della produttività, della creazione di un lavoro sicuro e dignitoso e della tutela ambientale. Non c’è più tempo da perdere.

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