Il 9 ottobre 2026 il Patronato ACLI ha promosso a Savona una giornata particolarmente significativa, dedicata alla memoria di Salvatore Satta, storico collega del Patronato ACLI, e alla riflessione sul futuro del sistema previdenziale italiano.
La mattina si è aperta con l’intitolazione della sede provinciale delle ACLI di Savona a Salvatore Satta, alla presenza delle autorità cittadine e con la benedizione di S.E. Monsignor Calogero Marino, Vescovo di Savona. Attraverso la scopertura della targa commemorativa, il Patronato ACLI ha voluto rendere omaggio a un collega che ha rappresentato un riferimento per generazioni di operatori, distinguendosi come studioso della previdenza, dirigente e appassionato formatore. Un gesto simbolico che lega il suo nome alla città che per molti anni è stata la sua casa e il luogo di una parte importante della sua esperienza professionale e associativa.
La giornata è poi proseguita presso la Sala Rossa del Comune di Savona con la Giornata di Studio dal titolo “La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile”, realizzata nell’ambito del percorso Previdenza Next Gen e moderata dal giornalista Andrea Chiovelli, direttore responsabile di IVG e Genova24.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Marco Russo e l’introduzione di Iolanda Sandrone, Presidente ACLI di Savona, il confronto è stato affidato al professor Stefano Giubboni, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia, che ha illustrato le ragioni, i fondamenti giuridici e i principali contenuti della proposta normativa sulla pensione contributiva di garanzia.
Al centro della riflessione vi è stata la necessità di adeguare il sistema previdenziale alle profonde trasformazioni del mercato del lavoro. Carriere discontinue, bassi salari, part-time involontario e periodi di interruzione contributiva rischiano infatti di produrre pensioni insufficienti per una quota crescente di lavoratori. In questo contesto, la pensione contributiva di garanzia è stata presentata come un correttivo solidaristico interno al sistema pubblico, capace di conciliare sostenibilità finanziaria, equità sociale e tutela delle persone più esposte alla fragilità lavorativa, evitando che il sistema contributivo si limiti a certificare, in età pensionistica, le disuguaglianze maturate durante la vita lavorativa.
La seconda parte dell’iniziativa è stata dedicata alla V edizione del Premio di Laurea “Salvatore Satta”, istituito per promuovere lo studio della previdenza sociale tra le nuove generazioni e mantenere vivo l’insegnamento di un collega che ha sempre creduto nel valore della formazione e della trasmissione del sapere.
«Salvatore Satta ha insegnato a generazioni di operatori, oggi 1300 in tutto il mondo, che nella consulenza servono due cose: competenza e umanità», ha ricordato Paolo Ricotti, Presidente del Patronato ACLI. «Da questi due punti fermi nasce una riflessione: la previdenza è una questione non solo per gli anziani, ma soprattutto per i giovani. Per questo vogliamo che il mondo accademico si concentri sul futuro, sulla previdenza e sui diritti»
La cerimonia è stata arricchita da diverse testimonianze dirette che hanno ricordato Salvatore Satta non solo come esperto di previdenza, ma anche come collega capace di lasciare un segno profondo nelle persone che hanno lavorato con lui. Dai ricordi è emersa l’immagine di un professionista rigoroso e competente, ma allo stesso tempo generoso nel condividere conoscenze, sempre disponibile all’ascolto e attento alla crescita dei più giovani. Un maestro riconosciuto da molte generazioni di operatori del Patronato ACLI, che ha contribuito alla formazione di centinaia di persone, trasmettendo non soltanto competenze tecniche, ma anche uno stile di lavoro fondato sul servizio, sull’attenzione alle persone e sul senso di responsabilità sociale.
Il premio è stato assegnato ad Andrea Pallone per la tesi “Confronto tra TFR e fondi pensione”, una ricerca che analizza vantaggi, limiti e prospettive delle diverse forme di destinazione del trattamento di fine rapporto, evidenziando l’importanza di scelte previdenziali consapevoli e adeguate alle diverse condizioni lavorative e personali.
L’intera giornata ha espresso una medesima finalità: collegare la memoria di chi ha contribuito in modo determinante alla crescita del Patronato ACLI con l’impegno a costruire una previdenza più equa, sostenibile e capace di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.
