La seconda giornata del 57° Incontro nazionale di studi approfondisce tre piste per un lavoro di qualità. Fontana: «Il cambiamento portato dall’intelligenza artificiale deve essere governato per evitare nuove disuguaglianze». Domani la presentazione della ricerca inedita IREF sui Giovani e il lavoro, le 3 proposte politiche e il dialogo tra il Presidente Manfredonia e Matteo Renzi
Verona, 25 settembre 2026 – Competenze nell’epoca dell’intelligenza artificiale, partecipazione dei lavoratori ed economie capaci di prendersi cura delle persone e dei territori. Sono le tre piste al centro della seconda giornata di “INSIDE. Capire il lavoro, costruire partecipazione”, il 57° Incontro nazionale di studi delle ACLI in corso alla Gran Guardia di Verona.
Il confronto riprende le questioni emerse nella giornata inaugurale, dedicata al rapporto tra lavoro e democrazia. Nel videomessaggio inviato ieri ai partecipanti, il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana ha ricordato che la questione occupazionale «non si limita alla dimensione economica», ma riguarda «anche la qualità della vita democratica e la possibilità per tutti di contribuire allo sviluppo del Paese». Precarietà e instabilità, ha osservato, hanno reso più fragile il valore sociale del lavoro; alle istituzioni spetta favorire un’occupazione stabile e dignitosa e governare l’avanzamento delle nuove tecnologie, affinché non producano esclusione o ulteriori disuguaglianze. «Il lavoro non è una merce, ma un elemento essenziale della dignità umana», ha sottolineato Fontana, richiamando l’attualità della Costituzione a ottant’anni dall’elezione dell’Assemblea costituente e riconoscendo l’impegno delle ACLI nella tutela dei diritti dei lavoratori.
La mattina di oggi si è aperta con il dialogo “Pace, volto dell’umano” tra il giornalista Gad Lerner e Daniele Rocchetti, direttore artistico di Poeti Sociali.
“Se passa l’idea, attraverso la prosecuzione del conflitto in Terra Santa, attraverso nuove carneficine e massacri, che sia impossibile nel mondo del XXI secolo convivere tra etnie diverse sulla stessa terra, è davvero un’idea catastrofica che arriverà anche a casa nostra e quindi cerchiamo davvero di fare tutti la nostra parte se non per amor di bene, facciamolo per convenienza” ha detto Lerner in un passaggio del suo intervento.
Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale vicaria delle ACLI, ha introdotto le tre piste di approfondimento. La prima, dedicata alle competenze e all’intelligenza artificiale, ha visto il contributo di Giulio De Petra, esperto di innovazione tecnologica, e di Gianluca Spolverato, fondatore di Laborability. Al centro, la formazione e il riconoscimento delle capacità delle persone di fronte ai cambiamenti tecnologici.
La seconda pista ha affrontato la partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese. Ne hanno discusso Lorenzo Sacconi, economista e filosofo dell’Università degli Studi di Milano, Luigi Martari, presidente del Consorzio Sol.Co, ed Elena Brigo, presidente della cooperativa sociale Panta Rei.
La terza pista è dedicata alle economie radicate nei territori e alla cura dei lavoratori, con l’intervento dell’economista Stefano Micelli, dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Nel corso della mattinata, i Giovani delle ACLI hanno portato nel confronto le voci raccolte nelle loro video interviste sul rapporto tra nuove generazioni e lavoro.
Nel pomeriggio presentati i progetti Life Foster ed Eccedenze delle ACLI di Verona. I partecipanti lavoreranno poi in gruppi, con il metodo della conversazione sinodale, per individuare iniziative che la rete associativa possa sviluppare nei territori sulle tre piste discusse oggi. Le idee emerse saranno restituite nella sessione conclusiva del pomeriggio.
Sabato 26 settembre saranno presentati i dati della ricerca ACLI-IREF “Un lavoro diverso: cosa pensano i giovani del lavoro” e le proposte politiche delle ACLI per un lavoro equo e di qualità.
Qui sotto le registrazioni integrali delle sessioni mattutine e pomeridiane
