Dal 15 marzo fino a metà ottobre l’Archivio storico delle Acli, in collaborazione con la Fondazione Achille Grandi, promuovono un concorso letterario che vedrà la sua giornata conclusiva a Roma il 12 novembre. Pace, lavoro e democrazia sono gli argomenti scelti.
Qualcuno potrebbe obiettare: ha senso, oggi, fare un concorso letterario? A cosa serve, in un momento in cui il mondo sembra andare in fiamme, travolto da conflitti e guerre? Cosa significa promuoverlo per le Acli, una associazione che, per lo più, si occupa di questioni sociali e politiche? Domande più che legittime: ce le siamo poste anche noi. Ma, alla fine abbiamo deciso che, proprio in un tempo segnato dall’incertezza, questo concorso serve!
Siamo convinti che oggi, invitare le persone a scrivere, rappresenta un atto di resistenza personale e collettivo. Le parole, fissate sulla carta, hanno il potere di trasformarsi in uno spazio di introspezione capace di voce ai propri sentimenti e, nello stesso tempo, di raccontare la realtà senza farsene sopraffare. “Prendere la penna in mano”, anche in senso metaforico, diventa un ancoraggio stabile che permette di abitare l’imprevisto, riducendo paure e ansie che abitano i nostri giorni: un modo per dare ordine al caos esteriore ed interiore. Un’occasione per riflettere sulle proprie esperienze e trasformarle in un racconto condivisibile, allargando e legando ognuno di noi agli altri: un legame ed una rete che sostiene tutti.
Alla fine, si tratta di una azione politica ed educativa che va nel solco dell’impegno educativo, sociale e culturale di promozione di cittadinanza e di spirito di comunità delle Acli. Questo concorso letterario è quindi, per noi, un’occasione per metterci in ascolto delle storie personali e comunitarie. Una opportunità per stimolare la riflessione su temi significativi che oggi fanno fatica ad imporsi. Un momento propizio per ascoltare la voce di chi ha ricordi da condividere, esperienza da trasmettere, idee e pensieri da mettere a disposizione. Un modo per tenere vivi i fili dell’umanità che ci unisce.
Questa piccola/grande opportunità di un concorso letterario può trasformarsi, quindi, in una occasione per ridirci, ancora una volta, che la Storia siamo noi. Un modo per ribadire la nostra umanità rinsaldando i legami che ci uniscono. A questo punto, libera la penna, libera la storia: aspettiamo il tuo racconto!
