Il lavoro dopo la pensione

Sono un lavoratore dipendente in pensione da dicembre scorso. Un’eventuale riassunzione comporta una decurtazione sulla pensione? Cosa accade dei contributi versati dopo il pensionamento?

La normativa attuale prevede la piena cumulabilità della pensione anticipata e di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Per questo motivo, in caso di ripresa dell’attività lavorativa, la pensione non è soggetta ad alcuna decurtazione da parte dell’Inps.

La contribuzione versata dopo il pensionamento può essere oggetto di supplemento. Si tratta di una quota aggiuntiva di pensione che l’Inps riconosce.

L’importo del supplemento si somma a quello della pensione originaria diventandone parte integrante anche ai fini della tredicesima mensilità.

La prestazione è concessa a domanda ed è riconosciuta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza.

La presentazione della domanda è soggetta a determinate scadenze temporali: per regola generale il supplemento di pensione non può essere chiesto prima che siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico o del precedente supplemento.

In deroga al termine dei 5 anni, l’interessato ha facoltà di richiedere, per una sola volta, la liquidazione del supplemento dopo che siano trascorsi almeno 2 anni dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento a condizione che sia stata compiuta l’età per la pensione di vecchiaia.

Per informazioni: Patronato Acli

Il lavoro dopo la pensione
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Fonte UNHCR
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