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STRANIERI IN TERRA ALIENA.

I GIOVANI E LA COMUNITÀ

Formazione, cittadinanza attiva, co-progettazione, networking.
Grande entusiasmo ha caratterizzato la realizzazione del progetto “Stranieri in terra aliena. Giovani e la comunità “, promosso dalle ACLI Nazionali e dai Giovani delle ACLI, realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dall’Agenzia Nazionale per i Giovani con il bando “Cosa vuoi fare da Giovane? Il tuo futuro parte adesso”. L’ANG è l’istituzione governativa che si occupa della gestione in Italia del capitolo Gioventù del programma Europeo Erasmus+.
Diciannove giovani dai 18 ai 30 anni, si sono riuniti in un percorso di formazione innovativo, volto alla promozione del talento e della creatività individuale, finalizzato a favorire l‘inclusione di giovani in situazione di disagio sociale.

“Questo progetto si è posto principalmente l’obiettivo di contrastare il fenomeno del disagio giovanile e al contempo formare dei giovani, sulla co-progettazione e su metodologie innovative per realizzarla”
afferma Giacomo Carta, Coordinatore Nazionale Giovani delle Acli.
“Ai giovani partecipanti è stata offerta l’opportunità di arricchire il loro bagaglio di competenze trasversali da valorizzare nelle provincie dalle quali provengono, coinvolgendo attivamente i ragazzi che vivono una qualche forma di disagio giovanile e gli attori che si impegnano quotidianamente per contrastarlo. È stato bello vedere un gruppo di giovani provenienti da diverse parti d’Italia sperimentarsi e confrontarsi con un metodo di lavoro condiviso. Ci auguriamo che questa esperienza sia un punto di partenza per i giovani coinvolti, affinché le competenze che hanno acquisito possano contribuire a non farli sentire “stranieri” ma protagonisti attivi nel proprio territorio. Portando avanti questo percorso i ragazzi avranno l’opportunità di sviluppare anche progetti imprenditoriali molto interessanti, rafforzando e ampliando la rete che hanno iniziato a costruire con gli enti e le associazioni locali, durante il progetto. Soluzioni di contrasto al disagio concrete e soprattutto durature”.