Acli Varese: quando l’arte e la scrittura spezzano le catene

Si intitola “Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’” l’ottava edizione del concorso artistico letterario aperto ai detenuti degli istituti penitenziari della Lombardia, che ha visto la sua cerimonia di premiazione il 23 maggio scorso.

Dopo i saluti istituzionali – tra le autorità, anche il deputato Maria Chiara Gadda e l’assessore alle politiche sociali del comune di Varese Roberto Molinari – anche la testimonianza di un recluso, che ha spiegato come «scrivere è liberare il pensiero dietro le sbarre».

A seguire, suggestioni dai racconti dei “ristretti” a cura di Sergio Scipioni, scrittore e Stefano Catone, studioso di migrazioni e scrittore.

La lettura dei testi premiati è stata curata dall’associazione L’Oblò e la premiazione dei vincitori del concorso è stata accompagnata dalla musica dell’artista lombardo Dilpao.

All’esterno della Sala Estense dove si sono tenute le premiazioni, la mostra dei vincitori della sezioni visuale.

Al termine del pomeriggio anche un aperitivo offerto e allestito dagli allievi di Enaip Lombardia.

Il concorso è stato organizzato in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Comune di Varese, l’associazione L’Oblò, Enaip Lombardia, la cooperativa Lotta contro l’emarginazione, le Acli di Varese, l’Associazione Assistenti Carcerari, la fondazione La Sorgente e Auser Varese.

Acli Varese: quando l’arte e la scrittura spezzano le catene
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR