Guerre dimenticate: la memoria va in onda

La “terza guerra mondiale a pezzi non nasce all’improvviso. E le guerre si alimentano di qualsiasi tensione e pretesto: “La guerra che vogliamo raccontarvi oggi ha inizio su un campo di battaglia molto particolare, diverso da qualsiasi altro mai visto prima: un campo da calcio”. Attacca così una delle puntate del programma Radio Memoriae, dedicata alla cosiddetta “guerra del calcio” tra Honduras ed El Salvador, scoppiata per pochi giorni nell’estate del 1969, poco dopo un incontro di calcio tra le due nazionali, con un numero considerevole di vittime. Ovviamente, non è stata la partita di calcio la causa della guerra.

Radio Memoriae è un programma radiofonico nato da un progetto voluto e promosso dalle Acli trentine, con Isodarco, Uspid, Associazione 46° Parallelo e Forum trentino per la pace e in collaborazione con la Consulta degli Studenti. Quattordici ragazze e ragazzi fra i 15 e i 22 anni, con l’aiuto tecnico di Radio Trentino in Blu e SanbaRadio, hanno ideato e prodotto un format per raccontare dieci guerre “dimenticate” della fine del ‘900. Un lavoro durato più di un anno, pensato per legare il presente a ciò che è stato in passato.

La prima puntata è andata in onda il 27 gennaio scorso, nella Giornata della memoria, e non poteva essere altrimenti. “Sono stati i ragazzi stessi – ci spiega Francesca Correr del Forum trentino per la pace, una delle tutor del progetto – a presentare in un evento il senso dell’iniziativa e il loro lavoro. Interventi originali con un approccio assolutamente inusuale per questo genere di occasioni, privo di retorica. Volevamo far passare l’idea di una ‘memoria plurale’ che tenga dentro tutto, includendo tanti eventi del Novecento, e credo che si siano riusciti”.

“L’idea è nata dentro il Forum trentino per la pace – racconta Alessandro Vaccari delle Acli trentine, che si occupa di formazione e processi innovativi – e poi abbiamo pensato di far diventare questa idea un progetto, di cui le Acli sono capofila, unendo un percorso di formazione storica a uno di introduzione al giornalismo radiofonico, grazie alla partecipazione delle due radio”. Prima della formazione e della produzione delle puntate, c’è stata tutta una fase promozionale: “Nell’aprile e nel maggio del 2015 – spiega Vaccari – abbiamo fatto una serie di incontri nelle scuole per spiegare il progetto e reclutare gli studenti interessati. Ci è parsa anche una buona occasione per riavvicinare le Acli ai giovani. Quasi tutti in Trentino conoscono le Acli, nel senso che ne hanno sentito parlare, ma molti non sanno cosa sono e cosa fanno a tutti i livelli”.

Reclutati i ragazzi più motivati – erano disponibili 15 posti – è poi partito il lavoro con loro: “All’inizio – spiega Francesca Correr – abbiamo proposto incontri con giornalisti esperti su alcuni conflitti meno noti, supponendo che i ragazzi non ne avessero sentito parlare, e in effetti si è rivelato così. Poi i ragazzi si sono scelti un conflitto da approfondire e durante l’estate si sono impegnati nella ricerca di materiali e fonti. L’obiettivo era creare un canovaccio che fosse adatta a una trasmissione radiofonica di una ventina di minuti. Qui sono entrate in gioco le due radio che hanno curato un laboratorio sul mondo radiofonico”. Ma come hanno vissuto loro, i ragazzi, prima discenti e poi ricercatori, autori e speaker, questa avventura? Giulia, 15 anni, dice di aver capito che “ogni singola guerra, anche quella più lontana e sconosciuta, in Stati magari nemmeno mai sentiti, non si esaurisce in se stessa”. Benedetta, anche lei 15 anni, riporta anche un vissuto personale: “Radio memoriae mi ha dato l’opportunità di utilizzare la mia voce per trasmettere quello che provo, l’intensità dei fatti che racconto, senza avere un diretto contatto con il pubblico”. Elia, 18 anni, ha trovato anche dei riferimenti e un’ispirazione: “Non capita quotidianamente di poter conoscere di persona e dialogare con dei professionisti del giornalismo. Non solo maestri di un mestiere, ma anche semplici esempi. È stato importante constatare che queste persone sono riuscite a coltivare e a far fruttare le proprie passioni svolgendo un mestiere che gli piace, senza scoraggiarsi di fronte alle difficoltà”.

“Era fondamentale dotare i ragazzi degli strumenti utili – dal punto di vista storico, del linguaggio e della tecnica – per realizzare il progetto”. Parla Raffaele Crocco, giornalista e presidente dell’Associazione 46/o Parallelo, tra i partner del progetto – “D’altra parte, far conoscere la guerra per capire come evitarla è quello che da anni facciamo con l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo”. Comprensione, memoria, futuro.

Guerre dimenticate: la memoria va in onda
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Fonte UNHCR
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