Media in crisi, come gestire il cambiamento

I media tradizionali sono in crisi, i giornali perdono di lettori, ci sono sempre meno investimenti pubblicitari, il pubblico televisivo è sempre più anziano, il panorama è molto fosco. È questo il pensiero di Vittorio Meloni che il 18 gennaio ha presentato alle Acli, a Roma, il suo libro “Il crepuscolo dei media”.

Obiettivo dell’incontro era quello di capire in che direzione va la comunicazione e come le Acli possono essere presenti nel cambiamento.

Uno degli aspetti più evidenti è che la popolazione mondiale non si informa più tramite i giornali, on line o cartacei, ma attraverso i social network. Per l’elezione di Donald Trump l’80% degli americani ha preso informazioni su Facebook.

“Se gli editori non si adeguano a questo cambiamento – ha detto Meloni – finiranno per estinguersi. È già successo in passato che alcune figure editoriali sono scomparse: è avvenuto con l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg: conciatori, miniaturisti e amanuensi non servivano più”.

“L’importante – ha spiegato il blog editor dell’Huffington Post Stefano Baldolini – bisogna sicuramente adeguarsi a questi nuovi metodi di comunicazione e cercare di capire cosa interessa ai lettori e come scrivere la notizia su Facebook, che ha un suo linguaggio diverso da quello giornalistico”.

Il problema vero, è emerso durante il dibattito con il pubblico, è quello dell’autorevolezza e veridicità delle notizie pubblicate sui social media. “Non si può a chiedere a Facebook di verificare le notizie – ha detto Meloni – Facebook non produce notizie, non è un editore, ma una piattaforma su cui scorre un flusso di informazioni prodotte da altri”.

“Aiutare le persone a sviluppare una capacità critica davanti a quello che leggono – ha spiegato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli – può essere il compito di un’associazione come la nostra. Abbiamo sempre avuto la missione di stare vicino ai deboli, di aiutarli a informarsi sulla realtà. Ora che il livello culturale si è alzato, dobbiamo aiutare le persone ad analizzare in modo critico le informazioni che ricevono e gli strumenti che utilizzano, a costruire una visione d’insieme della realtà che oggi sembra molto frammentata”.

“Certo – ha aggiunto Rossini – è importante capire come stare su questi nuovi mezzi di comunicazione, con quale tono e quale voce per non far perdere autorevolezza all’associazione”.

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Fonte UNHCR
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