Dal 19 al 21 maggio una delegazione del Patronato ACLI composta da Paolo Ricotti, Paolo Ferri e Alessandro Milani è stata nelle Filippine per la prima visita ufficiale dell’organizzazione in Asia. Un passaggio importante per una presenza che, nel Paese, esiste già dal 2022 e che nelle prossime settimane entrerà in una nuova fase con il trasferimento degli uffici nella nuova sede operativa, dove il Patronato ACLI lavorerà in convenzione con Patronato ACLI Philippines.
Tre giorni molto intensi, fatti soprattutto di incontri istituzionali, confronti operativi e relazioni costruite sul campo, dentro un contesto che da anni vede migliaia di lavoratrici e lavoratori filippini vivere, lavorare o rientrare dall’Italia. Il primo appuntamento si è svolto presso l’Ufficio Consolare dell’Ambasciata d’Italia. Durante l’incontro è stato riconosciuto il ruolo svolto dal Patronato ACLI nelle Filippine a sostegno dei connazionali e delle tante persone rientrate nel Paese dopo esperienze di lavoro in Italia. È stata anche l’occasione per rilanciare la collaborazione in vista del progetto Form@3, che partirà da settembre prossimo e accompagnerà 200 persone delle Filippine in percorsi di ricongiungimento familiare. Il progetto sarà attivo anche in Albania e Marocco.
“Essere qui significa dare continuità a un lavoro che è già iniziato da tempo e che oggi trova interlocutori istituzionali molto attenti”, ha spiegato Paolo Ricotti, presidente del Patronato ACLI. “Nelle Filippine abbiamo trovato grande interesse per un modello di tutela serio, trasparente e radicato nelle relazioni sociali”.
Particolarmente approfondito anche l’incontro con Felicitas Q. Bay, sottosegretaria del Dipartimento dei Lavoratori Migranti (DMW) delle Filippine. Un confronto durato oltre due ore, che ha permesso di approfondire il funzionamento del Patronato ACLI e la sua attività di tutela sociale. Nel corso del dialogo è emersa con chiarezza anche la necessità di distinguere il lavoro dei patronati da realtà improvvisate o poco trasparenti che, sia in Italia sia nelle Filippine, sfruttano i bisogni delle persone migranti chiedendo denaro per servizi gratuiti o per prestazioni che non sono autorizzate a svolgere.
“Abbiamo sentito il bisogno di raccontare con precisione chi siamo e come lavoriamo”, ha sottolineato Ricotti. “La tutela dei diritti delle persone migranti passa anche dalla credibilità delle organizzazioni che operano accanto a loro”.
Di grande interesse anche la visita allo Scalabrini Migration Center, centro di ricerca che lavora in rete con università e istituti internazionali e che da anni studia le migrazioni dal Sud Est asiatico, con particolare attenzione al lavoro di cura e al lavoro marittimo.
Nuove prospettive di collaborazione sono emerse inoltre dall’incontro con la Social Security System (SSS), l’istituto previdenziale filippino. Con Paul Manalo, responsabile delle convenzioni internazionali, si è discusso della possibilità di rafforzare il sostegno ai lavoratori migranti filippini attraverso forme di collaborazione capaci di ampliare le tutele previdenziali e sociali.
Un capitolo importante della visita ha riguardato infine il lavoro quotidiano della sede ACLI nelle Filippine, guidata da Loredana Cabilles insieme a Monica Farinola ed Elizabeth Lopez Villavert, già dirigente ACLI Colf a Milano e a livello nazionale. Dopo 45 anni di lavoro domestico, di cui 35 trascorsi in Italia, oggi Elizabeth è promotrice sociale volontaria e dirigente del nascente Patronato ACLI Philippines. Una realtà ancora giovane, ma che in poco tempo è diventata un punto di riferimento concreto per migliaia di persone, grazie a un lavoro costruito con competenza, relazioni e presenza quotidiana sul territorio.









