È morto Enzo Bianchi, il cordoglio delle Acli

Apprendiamo con commozione la notizia del ritorno alla casa del Padre di fratel Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, e maestro di spiritualità e preghiera di diverse generazioni di credenti.

La sua intuizione di dare vita ad una comunità monastica maschile e femminile su base ecumenica fu uno dei frutti maturi dell’epoca conciliare, coniugando la fedeltà alla Chiesa alla capacità di saper leggere i segni dei tempi attraverso un continuo confronto con la Parola di Dio e alla cura per la liturgia, con spirito profetico e visionario.

Una vocazione che egli visse da laico, senza mai ricevere gli ordini sacri, sottolineando anzi il valore della laicità come forma di libertà che veniva messa al servizio della Chiesa e del mondo, incarnando il Vangelo nella quotidianità del lavoro e della vita e nel tentativo di costruire una città dell’uomo a misura d’uomo.

Come ACLI ricordiamo in particolare la vicinanza che egli ci manifestò nei momenti difficili, e la disponibilità ad essere presente nei nostri appuntamenti spirituali, aiutandoci a leggere le Scritture e a comprenderne il valore nelle nostre vite: in particolare egli fu fra i relatori al XXXI Incontro di studi che si svolse ad Urbino nel settembre 1992 intitolato “Convertirsi al Vangelo: vie nuove per la politica”, che per le ACLI rappresentò un momento di svolta nella nostra ricerca spirituale e culturale.

Al di là di incomprensioni e scelte dolorose, l’intera sua esistenza è stata guidata dalla passione per il Vangelo e dal desiderio di mettersi alla sequela di Cristo, ed è per questo che le ACLI guardano a lui come ad un amico e ad un testimone, e si uniscono nel ricordo e nella preghiera a tutti coloro che lo hanno amato.