Patto europeo su migrazione e asilo, Acli: non si smarrisca la memoria della nostra storia

Con l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo si apre una nuova fase nella gestione delle politiche migratorie dell’Unione Europea. Si tratta di un passaggio rilevante che interpella non solo le istituzioni, ma anche la coscienza civile e democratica del continente.

Le ACLI guardano con vigile preoccupazione alle novità introdotte dal nuovo sistema e ribadiscono la necessità che ogni intervento volto a governare i fenomeni migratori sia pienamente coerente con il rispetto dei diritti umani, della dignità della persona e delle garanzie previste dal diritto internazionale e dal diritto d’asilo.

L’Europa non può dimenticare la propria storia. È stata per secoli terra di migrazioni, partenze, esodi e ricerca di protezione. Milioni di donne e uomini europei hanno attraversato confini e oceani per sfuggire a guerre, persecuzioni, povertà e mancanza di opportunità. Questa memoria collettiva rappresenta una parte essenziale dell’identità europea e costituisce ancora oggi un riferimento imprescindibile per affrontare le sfide del presente.

Per questo riteniamo che sicurezza e accoglienza non possano essere considerate valori contrapposti. La legittima esigenza di governare le frontiere non può tradursi nell’indebolimento delle tutele per chi fugge da conflitti, violenze, persecuzioni o condizioni di grave vulnerabilità. Una gestione ordinata dei flussi migratori deve procedere insieme alla salvaguardia dei diritti fondamentali e alla costruzione di percorsi di inclusione e coesione sociale.

Le ACLI continueranno a promuovere una cultura dell’incontro, della solidarietà e della responsabilità condivisa, richiamando l’Europa alla fedeltà verso i principi che ne hanno ispirato il cammino di pace, democrazia e tutela della persona.

La memoria delle partenze è la prima frontiera che non possiamo permetterci di chiudere.