Le ACLI esprimono ferma condanna per l’attacco aereo condotto nella notte dall’Amministrazione statunitense contro il Venezuela e per il successivo rapimento del Presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Si tratta di un atto che appare privo di qualsiasi legittimazione sul piano del diritto internazionale e che configura, nei fatti, una grave aggressione alla sovranità di uno Stato.
Le motivazioni addotte da Washington, relative a presunti legami tra le autorità di Caracas e il narcotraffico, risultano allo stato non dimostrate e, in ogni caso, non possono in alcun modo giustificare un’azione militare unilaterale che assume i contorni di un vero e proprio tentativo di “regime change”.
Nessuno può ignorare o giustificare le gravi responsabilità politiche e democratiche del regime autoritario e violento di Nicolás Maduro. Tuttavia, questo non è il punto. Così come non lo era vent’anni fa nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein. Il principio fondamentale resta uno: spetta ai popoli decidere del proprio futuro. Ogni intervento militare esterno, motivato da interessi geopolitici ed economici, viola questo diritto e apre scenari di instabilità e violenza incontrollabile.
Se i principi su cui, ottant’anni fa, è stata fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite conservano ancora un valore, questa aggressione deve essere condannata con la stessa nettezza con cui vanno condannate tutte le violazioni del diritto internazionale: dall’invasione russa dell’Ucraina, all’offensiva israeliana su Gaza, fino alle minacce di aggressione nei confronti di Taiwan.
Le ACLI chiedono all’Unione europea di assumere una posizione chiara e inequivocabile di condanna e di attivarsi concretamente per il ripristino del diritto internazionale, che rappresenta anche uno dei fondamenti dell’ordinamento comunitario. Al Governo italiano chiediamo di intervenire con urgenza, anche chiedendo conto all’amministrazione USA, per la tutela della numerosa comunità di origine italiana residente in Venezuela, già duramente colpita da una crisi profonda.
Nel solo 2025, il Venezuela ha registrato una svalutazione della valuta nazionale pari all’82% rispetto al dollaro; quasi il 70% della popolazione vive in condizioni di povertà multidimensionale, mentre l’inflazione ha superato il 200% negli ultimi dodici mesi. In questo contesto, un’invasione militare e l’eventualità di una guerra – che rischierebbe di trasformarsi anche in conflitto civile – non farebbero che aggravare una situazione già drammatica.
Le ACLI, anche attraverso la loro presenza in Venezuela dove sono riferimento per oltre 160.000 italiani, sono vicine alla popolazione e ribadiscono il proprio impegno concreto e solidale per la pace, il rispetto del diritto internazionale e la tutela dei popoli, contro ogni forma di violenza, sopraffazione e logica di potenza.










