Acli Cremona: padre Paolo Dall’Oglio, gesuita del dialogo rapito in Siria

Il conflitto che negli ultimi anni ha devastato Siria e Iraq, lasciando ovunque, come ogni guerra, macerie materiali, sociali, economiche, provocando emigrazioni di massa di interi popoli, abituandoci a nefandezze e omicidi in diretta televisiva, ci ha anche mostrato le piccole e grandi storie di tanti che a rischio della propria vita hanno voluto portare il loro contributo e la loro solidarietà.

Mercoledì 11 luglio presso le Acli di Cremona si parlerà di uno di loro, un religioso: padre Paolo Dall’Oglio, gesuita e monaco del dialogo, rapito il 29 luglio del 2013 mentre si trovava a Raqqa, in Siria, per trattare la liberazione di un gruppo di ostaggi.

Da quel momento in poi di lui si sono perse le tracce. “Padre Paolo era stato a Cremona, per un dibattito, un mese prima del suo rapimento. Aveva parlato del dramma della Siria, delle sofferenze della gente, del suo mettersi dalla parte del diritto alla libertà dei siriani. Nel 1992 aveva fondato nei dintorni di Damasco il monastero di Mar Musa sulle rovine di un antico monastero cenobitico, facendone un luogo di ecumenismo ed anche di dialogo islamo-cristiano”, spiega una nota delle Acli provinciali.

Oggi, Mar Musa rimane un faro di pace acceso in una Siria martoriata: offre accoglienza e luce a migliaia di siriani, provati dalle sofferenze della guerra, al di là della loro fede religiosa o delle appartenenze culturali.

La testimonianza ed il pensiero di padre Paolo restano di grande attualità, sono una traccia da seguire in un momento in cui le diversità tra culture, popoli e religioni si sono fatte più evidenti a causa della globalizzazione, diventando motivo di scontro, non di incontro, anche a causa dei conflitti.

In un tempo di “terza guerra mondiale a pezzi”, secondo le parole di Papa Francesco, e di centinaia di migliaia di persone in fuga da morte e devastazione delle loro case, delle loro terre, l’esempio e la strada tracciata da padre Dall’Oglio sono le uniche percorribili: è quanto mai urgente creare luoghi spirituali di incontro e di dialogo tra le culture e le loro dimensioni religiose, per sfuggire alla tentazione dei fondamentalismi e delle divisioni. Quei tanti “muri” che stanno sorgendo ovunque nel mondo, anche in Europa.

11 Luglio 2018
Circolo Acli “Oscar Romero” di Cremona

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Fonte UNHCR
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