Riqualificare la spesa pubblica con il 730

“Esiste un patto fiscale tra cittadino e Stato, tra cittadino e Repubblica che oggi va riscritto. Lo deduciamo dai livelli di evasione ed elusione fiscale molto alti”. Lo ha affermato il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, nel corso del convegno “Votare con il 730” che si è tenuto oggi a Roma nella sede dell’associazione.

“Se il cittadino non comprende le motivazioni di un carico fiscale così forte – ha proseguito Rossini – può diventare difficile da parte sua il rispetto di questo patto. Noi delle Acli stiamo facendo un grosso lavoro di pedagogia fiscale, aiutando i cittadini a diventare contribuenti”.

Durante i lavori del convegno, organizzato e promosso dal CAF Acli, il presidente Rossini ha lanciato la proposta di riqualificare la spesa pubblica attraverso la compilazione del modello 730: “Lo Stato – ha affermato Rossini – potrebbe concederci l’opportunità di scegliere dove destinare il prelievo fiscale. Basterebbe che nel modello 730 ci fosse – tra i tanti riquadri – uno dove poter scegliere tra una serie di macro-categorie. Per dire, a mero titolo di esempio: contrasto alla povertà, istruzione, sanità, difesa dell’ambiente, difesa militare, pari opportunità, miglioramento anti-sismico, infrastrutture, ricerca scientifica e quant’altro.

Se una misura di questo tipo fosse introdotta – ha aggiunto il presidente delle Acli – potremmo calcolare almeno due vantaggi politici. Il primo sarebbe quello di dare effettiva rappresentanza ai cittadini, con una scelta diretta, con un coinvolgimento partecipativo non banale, fondato sulla tutela di interessi comuni e non particolari. Il secondo sarebbe quello di testare ogni anno le priorità avvertite, facilitando il raccordo tra la politica e la base della politica”.

Nel corso del convegno è stato inoltre presentato il report “Le Cinque Italie”, uno studio condotto dall’Iref (Istituto di ricerche educative e formative) su open data. Nel documento sono stati analizzati i servizi fiscali offerti dal CAF e la spesa pubblica del nostro Paese in tempi di crisi economica.

“Con questo studio – ha dichiarato Paola Vacchina, consigliere di presidenza con delega all’Ufficio Studi, illustrando i vari punti del report – abbiamo inteso indagare in ciascuna provincia due dinamiche principali: una di carattere economico e una di carattere sociale. Nel primo caso abbiamo analizzato la dinamica stasi-sviluppo, nel secondo quella relativa a inclusione/esclusione”. Quello che emerge è il quadro di un Paese diviso in cinque aree: quella dei poli dinamici; quella delle comunità prospere; quella dei territori industriosi e una doppia area che comprende due Meridioni.

Il tema del “Voto col portafoglio” è stato affrontato anche dal professor Antonio La Spina, condirettore della Rivista Italiana di Politiche pubbliche, che ha parlato anche di riforme: “La riforma del bilancio dello Stato del 2016 ha introdotto una serie di innovazioni riguardanti la razionalizzazione delle spese e una maggiore attenzione ai risultati delle politiche pubbliche. I vantaggi di questa riforma sono legati ad una maggiore partecipazione democratica dei cittadini e, di conseguenza, ad un miglioramento delle condizioni di vita”.

Del rapporto tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e Caf ha, infine, discusso Andrea Luzi, consigliere di presidenza nazionale Acli con delega alle politiche fiscali che ha dichiarato che la possibilità di efficientare la spesa pubblica passa anche attraverso la capacità di riprogrammazione di tutte le realtà legate al Mef.

 

Leggi il report completo “Le Cinque Italie”

Riqualificare la spesa pubblica con il 730
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR