22 associazioni lanciano “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”

Una piattaforma di proposte concrete, dall’istruzione al lavoro passando per gli spazi di pubblico incontro, per rimuovere gli ostacoli ai percorsi personali e al potenziale collettivo delle nuove generazioni. Il frutto di un inedito processo di confronto collettivo durato oltre nove mesi. 

Roma, 5 maggio 2026 – 22 associazioni lanciano oggi “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”, il frutto di un inedito processo di confronto collettivo durato oltre nove mesi che ha consentito di elaborare una piattaforma di proposte concrete che, dando potere alle nuove generazioni nei luoghi in cui si decide, consenta di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone giovani di realizzare personali percorsi di vita e di esprimere il potenziale collettivo di trasformazione culturale, sociale ed economica del Paese. L’obiettivo è raggiungere con queste proposte i giovani e le giovani, anche lontani e lontane dalla partecipazione, offrendo loro ispirazioni, ragioni e proposte concrete che possano dare la voglia di “fare politica”, impegnandosi in azioni collettive.

 

Le nove proposte sono relative ad altrettante dimensioni concrete della vita (istruzione scolastica, nuova cittadinanza, patrimonio familiare di partenza, università, spazi pubblici di incontro, lavoro, compreso quello nella pubblica amministrazione, cura, casa) ispirate da una strategia comune. Non un appello da trasmettere, né un programma, ma un insieme di proposte concrete da cui partire per attivare e dare potere.

Ecco l’elenco completo delle realtà che hanno sottoscritto la piattaforma: ACLI, ActionAid, ADI, Arci, Cittadinanzattiva, Collettivo Tirtenlà, Comunet, CoNNGI, Dedalus, Diciassette aps, Fantapolitica, Fondazione Comunità di Messina, Forum Disuguaglianze e Diversità, Legambiente, Porco Rosso Arci, Presidio Patto Simeto, Questa è la mia terra, RENA, Scomodo, Tortuga, Visionary, YOUng Caritas.

Nei prossimi mesi le associazioni sottoscrittrici organizzeranno una serie di incontri nei territori per confrontarsi con altri e altre giovani in merito alle nove proposte, per verificare la loro capacità di parlare davvero alle nuove generazioni, soprattutto a quelle più distanti dalla partecipazione e più esposte alla sfiducia.

 

Come nasce il percorso

Il percorso nasce dalla consapevolezza che gli ostacoli che si trovano di fronte le persone giovani non ricadono solo sui singoli percorsi di vita, ma anche sull’impegno collettivo di intere generazioni, in gran parte ritratte dalla partecipazione o dal voto quando richiedono fiducia nelle organizzazioni. Ne è un esempio l’assenteismo della fascia 18-30 anni alle elezioni politiche, dove viene chiesto un mandato di rappresentanza, passato da una media del 13% circa nel periodo 1994-2006 a circa il 40% nel 2022, superiore al dato medio della popolazione (si noti bene non nei referendum dove viene chiesto un SI/NO su una specifica proposta).

Anche le molteplici comunità giovanili che si attivano, tanto fisiche quanto digitali, non riescono ad avere effetti di sistema. Così oggi, proprio quando ne avremmo particolarmente bisogno, il contributo della forza collettiva delle nuove generazioni è profondamente ostacolato. Non una questione che riguarda solo le singole vite, ma la democrazia in generale e che interessa tutte e tutti, in un intenso e paritario rapporto intergenerazionale.

 

Gli ostacoli per le nuove generazioni

I fallimenti delle democrazie nel “rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana” (Costituzione, art. 3) e nel garantire diritti pesano di più sulle persone giovani, soprattutto se prive delle condizioni familiari e della classe sociale di partenza necessari a superarli.

Il contesto avverso alle nuove generazioni è segnato da: il crollo del peso quantitativo delle persone giovani sulla popolazione; il senso comune rinunciatario e la sfiducia nelle istituzioni, frutto di oltre trenta anni di neoliberismo; l’impermeabilità di partiti e anche di associazioni di cittadinanza e del lavoro nel lasciarsi contaminare e scuotere da chi è più giovane; il crescere di misure securitarie che intimidiscono il dissenso.

In questo quadro tre sono i nodi critici.  Autonomia materiale in stallo: patrimonio familiare decisivo per le scelte, salari bassi, lavoro precario, affitti proibitivi; genitori e anziani della famiglia in aumento; carichi di cura sostenuti individualmente, soprattutto dalle donne. Voce non riconosciuta: milioni di giovani che studiano, lavorano, partecipano senza cittadinanza, corpi intermedi impermeabili, dissenso scoraggiato; sensibilità ambientale non corrisposta dalle altre generazioni; una pubblica amministrazione che non offre alle nuove generazioni l’opportunità e la sfida di una “missione pubblica”. Sistema formativo‑relazionale eroso: scuola definanziata e trascurata, università costosa e discriminante; fragilità psicologica non affrontata; sensazione di una vita che “mangia il tempo”; spazi pubblici di incontro rarefatti e ignorati nelle “rigenerazioni urbane” o in altre politiche territoriali.

Da questa diagnosi nascono le nove proposte concrete che affrontano altrettanti ostacoli: Istruzione scolastica, dare peso alla voce di studenti e studentesse attraverso patti educativi di comunità; Nuova cittadinanza, Il diritto di essere visti e viste: una rivoluzione, anche culturale, della cittadinanza; Patrimonio di partenza, A fianco di chi cresce perché ogni giovane usi al meglio l’eredità universale; Università, Uguali opportunità di accesso e partecipazione democratica a un’università di qualità; Spazi di pubblico incontro, Riprendersi lo spazio pubblico con le Case di Futuro; Lavoro, Lavoro che dà dignità: salario minimo, contratti veri e pensione garantita; Lavoro pubblico, Il lavoro nella pubblica amministrazione come opportunità e aspirazione; La cura, Più libertà di scegliere la propria vita a partire da asili accessibili e flessibili, Casa, Affitto accessibile e studentati pubblici per dare autonomia alle nuove generazioni.

 

Di seguito l’elenco completo della sintesi delle proposte.

Il testo integrale del documento: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/wp-content/uploads/2026/05/Ci-Siamo-Potere-e-liberta-nuove-generazioni_piattaforma-proposte-concrete.pdf
L’allegato “Il nostro ecosistema organizzativo”: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/wp-content/uploads/2026/05/Un-ecosistema-organizzativo-per-la-trasformazione-sociale.pdf

Le nove proposte integrali: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/wp-content/uploads/2026/05/PROPOSTE_Potere-e-liberta-nuove-generazioni.pdf

La pagina con tutti gli aggiornamenti: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/proposte-concrete-potere-liberta-nuove-generazioni/

 

 Le nove proposte:

L’istruzione scolastica

Dare peso alla voce di studenti e studentesse attraverso patti educativi di comunità

Rafforzare i patti educativi territoriali facendone una soluzione diffusa di sistema e monitorandone i risultati a livello territoriale e nazionale per garantire il raggiungimento degli obiettivi, centralità alla scuola pubblica e rimozione degli ostacoli per ragazze e ragazzi.

La nuova cittadinanza

Il diritto di essere visti e viste: una rivoluzione, anche culturale, della cittadinanza

Una riforma organica della cittadinanza per garantire alle persone che nascono e/o crescono in Italia, così come ai figli e alle figlie di genitori già naturalizzati italiani, di essere pienamente parte della comunità nazionale. Oltre a questo, la proposta prevede interventi integrati per la rimozione di ostacoli culturali attraverso azioni a livello locale per rovesciare il senso comune.

Il patrimonio di partenza

A fianco di chi cresce perché ogni giovane usi al meglio l’eredità universale

Questa proposta è da tempo oggetto di confronto con il mondo giovanile: una “eredità universale e incondizionata” del valore di 15 mila euro da elargire alle persone nate o cresciute in Italia che compiono 18 anni, finanziata con una riforma in senso progressivo della tassazione su donazioni e eredità. Per la riuscita di tale misura è cruciale, dentro le scuole e nel territorio, che, negli anni che precedono il trasferimento dell’eredità universale, ragazze e ragazzi possano avvalersi di servizi di abilitazione e accompagnamento per maturare assieme decisioni informate, oculate e consapevoli.

L’università

Uguali opportunità di accesso e partecipazione democratica a un’università di qualità
La proposta promuove un insieme di azioni affinché l’università possa dare sostegno ad aspirazioni e ai piani di vita basati sulla conoscenza come bene comune e visione critica, oltre che sul sapere professionale; e affinché studentesse e studenti possano partecipare all’autogoverno democratico di una comunità universitaria. Le misure concrete vanno dall’abolizione delle tasse universitarie al numero aperto, accompagnato da investimenti e capacità di programmazione della didattica che salvaguardino la qualità; dal ripensamento e dalla trasformazione dei servizi di orientamento che devono promuovere futuri di qualità per tutti e tutte alla promozione dell’accesso, con particolare attenzione alle persone con vulnerabilità,; dal rafforzamento dei dottorati e ricerca, anche attraverso maggiori investimenti economici e il riconoscimento del loro valore, fino alla partecipazione reale di studentesse e studenti ai processi decisionali di autogoverno dell’università e a valutazioni molto rigide delle accademie for profit a cui può essere revocato l’accreditamento.

Gli spazi di pubblico incontro

Riprendersi lo spazio pubblico con le Case di Futuro

La proposta prevede la creazione di Case di futuro, attraverso il sostegno a spazi già attivi o istituendone di nuovi: luoghi dove ragazze e ragazzi, lavoratrici e lavoratori, italiane e italiani per cittadinanza o per appartenenza di vita, possono trovare le attrezzature che altri spazi offrono a pagamento (connessioni, stampanti, sale), ma possono anche discutere e ricevere assistenza sui temi legati al lavoro precario, ai diritti di cittadinanza, all’espressività personale e artistica-culturale, alla crisi climatica, al diritto internazionale e al rifiuto della guerra. I giovani e le giovani non sono i beneficiari delle Case di futuro ma i soggetti costituenti che concorrono a progettarne l’uso. La proposta si ispira alla ricchezza di esperienze civiche e associative già presenti nel Paese, dal privato sociale alla cittadinanza attiva, e include anche scambi ed esperienze di mobilità europea.

Il lavoro

Lavoro che dà dignità: salario minimo, contratti veri e pensione garantita

La proposta punta rimuovere gli ostacoli oggi incontrati dai e dalle giovani con strumenti concreti: un salario minimo dignitoso, ancorato al costo reale della vita e alla contrattazione collettiva; contrasto ai contratti che mascherano rapporti subordinati o aggirano le tutele, grazie a regole più stringenti e a più ispettori che le facciano rispettare; una pensione di garanzia, che tuteli chi oggi lavora in modo discontinuo dal rischio di una vecchiaia povera.

Misure specifiche che si inseriscono in una visione più ampia: politiche industriali per creare buoni lavori e un welfare che riconosca i giovani e le giovani come titolari di diritti propri.

Il lavoro pubblico

Il lavoro nella pubblica amministrazione come opportunità e aspirazione

La proposta promuove un cambiamento organizzativo che colga il potenziale giovanile per rinnovare la pubblica amministrazione (PA), dando alle giovani generazioni la possibilità di incidere sulla direzione dello sviluppo economico e sociale del Paese. Si fonda su tre pilastri: un cambiamento radicale dei concorsi; una profonda trasformazione dell’organizzazione del lavoro per valorizzare l’autonomia e la responsabilità dei funzionari; un ripensamento delle politiche di contesto (abitative, urbanistiche, di conciliazione) dalle quali dipende la possibilità per tutte e tutti di lavorare in PA.

La cura

Più libertà di scegliere la propria vita a partire da asili accessibili e flessibili

La proposta si propone di trasformare la funzione d’uso di spazi pubblici già esistenti, dotandoli di asili pubblici e di altri servizi, e di modificare l’orario di apertura delle strutture (asili e scuole materne in particolare), sulla base delle esigenze delle comunità territoriali in cui si trovano. Obiettivo: un’inversione di tendenza che possiamo definire un welfare “circostante”, ossia un welfare a disposizione nei luoghi in cui si vive e capace di andare incontro alle molte forme dell’abitare e del lavorare.

La casa

Affitto accessibile e studentati pubblici per dare autonomia alle nuove generazioni

La proposta si compone di due azioni urgenti: l’introduzione di fondo di garanzia per incentivare la messa a disposizione di abitazioni per le giovani generazioni; un programma strutturale di rafforzamento dell’offerta di studentati pubblici.