Padre Mimì, una vita al servizio della Chiesa

Il 1 aprile scorso, a Napoli, è venuto a mancare a 96 anni padre Domenico Pizzuti SJ.

Sociologo, meridionalista di vaglia, padre Mimì come veniva comunemente chiamato, fu negli anni Sessanta del secolo scorso l’assistente dell’Ufficio studi delle ACLI a livello nazionale, interagendo con intelligenza e disponibilità con i responsabili aclisti e facendosi loro compagno di strada. Successivamente rimase vicino alle ACLI negli anni difficili delle tensioni con la Gerarchia ecclesiastica.

Pubblichiamo la lettera di condoglianze che il Presidente Emiliano Manfredonia ha mandato al Superiore della Provincia Europea Mediterranea della Compagnia di Gesù e la risposta di padre Ronny Alessio.

 

Reverendo Padre,

                                 desidero esprimerLe le più sincere condoglianze mie e di tutta la Presidenza nazionale per la scomparsa, giunta dopo una lunga e laboriosa esistenza, del padre Domenico Pizzuti sj.

Padre Pizzuti -padre Mimì, come lo chiamavano gli aclisti- fu presente alle ACLI nel fervido periodo degli anni del Concilio come assitente dell’Ufficio Studi, con il quale collaborò portando le sue doti di sociologo e di meridionalista senza mai dimenticare la sua dimensione sacerdotale, e si tenne vicino alla nostra Associazione anche negli anni in cui i rapporti con la Gerarchia ecclesiastica si fecero complicati, con grande disponibilità ed autentica fraternità.

Ora che è entrato nella Pasqua eterna, siamo sicuri di poter contare ancora sul suo affetto e sulle sue preghiere, e ci impegniamo a valorizzare il suo prezioso lascito di studio e di pensiero.

Rinnovando a Lei , a tutta la Compagnia di Gesù e ai familiari di padre Pizzuti le nostre più sincere condoglianze, assicuriamo le nostre preghiere e formuliamo gli auguri di una buona Santa Pasqua.

Emiliano Manfredonia – Presidente nazionale ACLI

 

 

Gentile Emiliano,

 

La ringrazio sinceramente per le parole di vicinanza e di affetto che Lei e tutta la Presidenza nazionale delle ACLI avete voluto esprimere in occasione della morte di p. Domenico Pizzuti SI.

La Sua lettera ci ha particolarmente consolati, perché restituisce con verità il tratto profondo di p. Mimì: uomo di fede, gesuita, sacerdote e studioso, che non ha mai separato la riflessione dalla vita, né 1’analisi sociale dalla prossimità concreta alle persone.

Come Lei ricorda, il suo legame con le ACLI è stato significativo e fedele, soprattutto negli anni intensi del post-Concilio, quando mise a servizio del1’Ufficio Studi le sue competenze di sociologo e di meri- dionalista, aecompagnando l’Associazione con discrezione, libertà interiore e autentica fraternità, an- che nei momenti più complessi del rapporto con la Chiesa.

Per tutta la sua lunga vita — dal suo ingresso nella Compagnia di Gesù nel 1946 fino agli ultimi anni vissuti tra il Gesù Nuovo e San Luigi a Posillipo — p. Mimì ha cercato di stare là dove sentiva che il Vangelo lo chiamava: nelle periferie, accanto agli esclusi, ai rom, ai giovani segnati dalla devianza, nelle ferite di Napoli e del Mezzogiorno. A Scampia, al Centro Hurtado, come già a Pomigliano e in tante altre realtà, ha saputo essere insieme sacerdote, compagno di strada e voce profetica.

La sua passione per la giustizia sociale e per la Dottrina Sociale della Chiesa lo ha reso una figura autorevole nel mondo ecclesiale e civile. Attraverso 1’insegnamento, la fondazione dell’Istituto di Studi e Ricerche Sociali, 1’attenzione alla criminalità organizzata, alle disuguaglianze, all’immigrazione e alla religiosità popolare, ha formato generazioni di studenti e amministratori, lasciando un’eredità pre- ziosa di pensiero e di impegno.

Ma ciò che più colpiva in lui era che tutto questo nasceva da una fede profondamente evangelica. Fino agli ultimi anni ha continuato a ripetere che “nessun napoletano nasce camorrista” e che il male, pur radicato nella storia, può essere vinto. “Bisogna sperare, sempre”: erano parole che esprimevano il suo modo di vivere il Vangelo.

Nel tempo pasquale che stiamo vivendo, affidiamo p. Mimì al Signore Risorto, certi che quella speranza che egli ha annunciato e testimoniato per tutta la vita trova ora compimento. Come ci ricorda san Paolo, “se siamo morti con Ci isto, crediamo che anche vivremo con lui” (Rm 6,8). La Pasqua che p. Mimì ha celebrato tante volte è ora per lui incontro pieno con quel Signore nel quale ha creduto e che ha servito nei poveri e negli ultimi.

La ringrazio ancora, a nome mio, della Compagnia di Gesù e dei familiari di p. Pizzuti, per la vicinanza, la preghiera e il desiderio di custodire e valorizzare il suo lascito.

 

Con viva gratitudine e ricambiando di cuore gli auguri di una santa Pasqua,

p. Ronny Alessio SJ – Provinciale EUM