Electrolux, Acli: 1770 licenziamenti annunciati sono un colpo gravissimo al lavoro e al sistema industriale italiano, urgente confronto con governo

L’annuncio di Electrolux di voler licenziare 1700 lavoratori, pari al 40% del suo personale in territorio italiano, con correlativa chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, è di assoluta gravità e si inserisce in un quadro preoccupante dominato dall’incertezza per la situazione economica complessiva del nostro Paese.

Anche volendo prendere per buone le rassicurazioni della multinazionale svedese sulla gestione delle ricadute sociali dei licenziamenti, è il fatto in sé a suscitare apprensione per la crisi generale del sistema industriale italiano a cui non corrisponde una reale attenzione da parte della politica.

La scomparsa di una parte significativa del nostro sistema manifatturiero, che di fatto in talune Regioni corrisponde alla desertificazione industriale, non può lasciare indifferenti e deve chiamare tutte le forze politiche e sociali ad una seria riflessione sulla situazione, prendendo atto che avere puntato tutto, a Roma come a Bruxelles, sul rigore senza sviluppo e sull’austerità fine a se stessa non ha prodotto risultati significativi.

Come ACLI chiediamo l’apertura di un confronto serio e rigoroso fra tutti i soggetti interessati , in primo luogo il Governo, sulle condizioni di un nuovo sviluppo del Paese che sia finalizzato alla piena e buona occupazione e al riequilibrio del sistema di welfare, a partire dalla sanità.