“Il coraggio della pace”: al via il 27esimo Congresso Nazionale delle Acli nel segno del dialogo e dell’impegno

“In questo tempo di conflitti, di divisioni, di sentimenti nazionalisti, di odi, di contrapposizioni, osare la Pace è il servizio culturale e politico più urgente che le Acli possono mettere in campo”. Con queste parole Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, ha lanciato oggi a Roma il 27esimo Congresso Nazionale delle Acli che quest’anno è dedicato a “Il coraggio della pace”: un percorso di democrazia interna all’Associazione che coinvolgerà le socie ed i soci che animano i circoli di tutta Italia. Il Congresso, che terminerà a novembre con l’elezione del Presidente nazionale delle Acli, dei presidenti regionali, provinciali e dei circoli, sarà uno spazio di confronto sul futuro dell’Associazione, partendo dalla pace e dalle sue molteplici declinazioni.

“Sono sotto i nostri occhi le conseguenze di “non scelte”, di rimandi colpevoli, di occasioni perdute”, ha continuato Manfredonia. “Sta venendo meno la possibilità di convivere senza dover competere o addirittura eliminare l’altro per poter vivere. Se è messa in discussione la fraternità, lo è sempre anche la persona umana. Non possiamo accettare che solo la guerra sia la soluzione dei conflitti. Ripudiare la guerra significa anche arrestarne la progressione, prima che accada l’irreparabile”.

“Per questo – ha spiegato Manfredonia –  la grande sfida a cui le Acli devono rispondere è la partecipazione. Oggi tutto ci spinge ad essere passivi, ma noi non perdiamo la passione delle relazioni che implica il rimboccarsi le maniche, l’aspettare e l’agire. C’è una nuova stagione da affrontare e dobbiamo esercitarci al dialogo con tutti, agire nel politico proprio perché manca la politica. In questi mesi dobbiamo rilanciare una linea che oggi ci vede parte integrante della Chiesa sinodale di Papa Francesco; ci vede protagonisti della Via Maestra, un patto tra tante organizzazioni che sostengono l’applicazione della Costituzione come antidoto all’antipolitica, al populismo e come via per rinvigorire i rapporti tra cittadino ed istituzioni andando a rafforzare quegli istituti che di fatto eliminano le disparità tra i cittadini, partendo dall’istruzione, dalla sanità, dal lavoro dignitoso, dal diritto alla casa, ad una famiglia, alla natalità. È questo l’obiettivo di questo Congresso: vivere questo percorso democratico nell’anno in cui la nostra Associazione compie 80 anni come uno spingerci più in là, consapevoli del ruolo che svolgiamo nella società”.